Il dolore
Liorni dedica il premio a Bellini
Il conduttore ottiene un riconoscimento e lo intitola al grossetano morto a 43 anni per un linfoma
GROSSETO. «David sicuramente ci sta guardando da lassù e sarà molto felice: quel programma era suo. Il premio lo dedico a lui».
Lo dice commosso Marco Liorni, conduttore, autore televisivo e volto notissimo della Rai, che in questi giorni ha ottenuto il prestigioso premio Moige alla Camera dei Deputati dedicandolo alla memoria di David Bellini, suo caro amico e collega, scrittore, autore tivù e documentarista grossetano morto a 43 anni, a ottobre 2016, per una malattia incurabile. A essere selezionato su oltre 300 concorrenti è stato il programma “Tra cielo e terra”, serie di 10 puntate realizzate nel 2010 e in onda sul canale Marco Polo, al quale i due avevano lavorato insieme.
Il programma era stato condotto da Liorni; David ne era l’autore. I due amici/colleghi hanno vissuto così intensamente quell’esperienza, puntata dopo puntata, che ne è nata un’esperienza speciale. La morte non ha cancellato l’affetto, anzi. «David – scrive Liorni su Twitter - era energico e ispirato mentre viaggiavamo per monasteri e li raccontavamo. Questo premio è soprattutto suo e alla sua memoria. Grazie al Moige. Oggi David Bellini è proprio “Tra cielo e terra». Ne è felice Pasquale, il padre di David. «Questo gesto mi fa piacere – dice – e sono commosso che mio figlio sia ricordato così».
Marco Liorni, lei ha scelto di dedicare il premio proprio a Bellini. Perché?
«In realtà non si tratta solo di questo premio. Io Davide lo penso spesso, per mille motivi. Molti di questi sono legati alle 16 puntate sui monasteri che hanno cpomposto “Tra cielo e terra”: è stato veramente un viaggio molto bello, che abbiamo realizzato insieme: un viaggio – si parla del 2010 – vissuto anche con una sorta di (chiamiamola) “intimità” tra colleghi e amici. Per raccontare e descrivere i monasteri ci allontanavamo io e lui, da soli, a girare in questi luoghi spirituali semideserti. Andavamo a cercare le parole giuste per raccontarli».
La vostra è diventata una bella amicizia.
«Sì. Poi circa 2 anni dopo lui è partito per Los Angeles: l’ho rivisto lì, in America. Ero andato a Los Angeles nel 2014 a trovare mia zia e tutta la famiglia; tra l’altro mi ero sposato là con Giovanna, la mia compagna, e David e Olga sono state praticamente le prime persone che ho incontrato dopo il mio matrimonio, siamo stati insieme a Los Angeles: lui mi parlava molto bene di questa città. Passati mi pare 6 mesi, Olga mi ha fatto sapere che David aveva un tumore alla testa».
Ed è stato u un colpo duro
«Sì, durissimo. Lui mi disse anche di essere in mano ai medici americani, che c’era un’équipe molto forte, che i medici di Los Angeles erano straordinari, e che stava superando... Insomma, speravamo tutti che potesse farcela. Poi purtroppo dopo un anno e mezzo il male è tornato in una forma ancora più aggressiva, e a quel punto c’è stato poco da fare. Lui è tornato in Spagna. Poi è successo...».
Lei gli è stato vicino, anche durante la malattia?
«Sì, eravamo in contatto, via messaggi costantemente, ma ci sentivamo anche a voce. Ci fu anche una raccolta fondi, in quel periodo. A un certo punto servivano soldi perché comunque lui non aveva potuto lavorare, in quel periodo: la sanità pubblica non passava tutte le cure. Ci fu una raccolta commovente, parteciparono tantissime persone. Erano veramente in tanti a volergli bene».
Gliene ha voluto molto anche lei: da qui la decisione di dedicargli il premio in Parlamento, vero?
«Sì, è così. E devo dire che è stato tutto di Davide, questo premio. Lui faceva tutto: faceva l’autore, il regista, si occupava di montaggio. Sono quelle grandi realtà in cui fai un po’ tutto, ed è anche bello così. David era “il” programma, ci si identificava. Era anche molto generoso con i ragazzi della troupe, li aiutava. Questo premio è per lui. Con il padre di David ci siamo ripromessi di vederci. Verrò a Grosseto a trovare la famiglia».
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