Il Tirreno

Grosseto

Gioco vietato ai minori La campagna in tabaccheria

di Enrico Pizzi
Gioco vietato ai minori La campagna in tabaccheria

“Facciamo girare la voce” ha fatto tappa in quattro esercizi commerciali in città La testimonianza: «Nonni e genitori comprano ticket e li consegnano ai ragazzi»

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GROSSETO. Gioco d’azzardo vietato ai minori di 18 anni, se in ballo ci sono i soldi. I tabaccai cercano di arginare il fenomeno, ma Internet è fuori controllo e i minori lo hanno scoperto da tempo.

Ha fatto tappa a Grosseto, ieri, la campagna informativa “Facciamo girare la voce” 2018, promossa da Lottomatica, Moige (Movimento italiano genitori) e Fit (Federazione italiana tabaccai), che è arrivata alla settima edizione e ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che tutti i giochi con vincite in denaro siano vietati ai minori di 18 anni.

Quattro le tabaccherie di Grosseto interessate, ieri, dal tour informativo per la prevenzione del gioco minorile: la tabaccheria di via Bengasi 9, quella di via Grieg 2, la tabaccheria di via Senese 134 e quella di via Repubblica Dominicana 110.

La norma che vieta ai minorenni il gioco d’azzardo con vincite in denaro è del 2012, ma, a quanto pare, aggirarla o eluderla come se non esistesse, è fin troppo facile. Lo racconta Giancarlo Romagnoli, che gestisce la tabaccheria di via Grieg. «Da noi capita di frequente che arrivino degli adulti, genitori o nonni, e che acquistino dei gratta e vinci che poi consegnano ai figli o ai nipoti come se fosse un gioco qualsiasi. Io provo a far loro notare che il gioco è vietato per i minori, ma più di questo non posso fare. Bisognerebbe che queste campagne di sensibilizzazione venissero portate nelle scuole».

Il progetto “Facciamo girare la voce” prevede un tour che toccherà in tutto 105 tabaccherie di 26 città italiane e si concluderà il 25 luglio: un lungo percorso finalizzato a condividere informazioni utili per sensibilizzare, sull’argomento, genitori, tabaccai e rivenditori. Ma è anche un invito, ai genitori, a utilizzare strumenti di controllo e a dialogare con i propri figli sul tema del gioco per prevenire eventuali comportamenti vietati. È una battaglia che so combatte sempre su fronti nuovi e diversi. Tra questi c’è Internet.

Il gioco d’azzardo si è spostato, ormai, sulla rete e anche i minorenni lo sanno e approfittano del fatto che i controlli sono ridotti praticamente a zero. «Quelli che passano dalla tabaccheria – dice ancora Romagnoli – li possiamo controllare, chiediamo loro il documento di identità. Ma su Internet giocano senza controlli e lo so per certo, perché spesso capita di dover ricaricare delle carte prepagate che i ragazzi, poi, utilizzano proprio per giocare su Internet».

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