Il Tirreno

Grosseto

Il Comune chiude la strada di Fiumara

di Francesca Ferri
Il Comune chiude la strada di Fiumara

Niente veicoli per raggiungere la spiaggia: esplode la protesta

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MARINA DI GROSSETO. Dopo anni di deroghe, tentativi e rientri, la decisione è presa: il Comune di Grosseto chiude al traffico ordinario la stradina sterrata di circa 700 metri che dalla provinciale delle Collacchie, tra Marina di Grosseto e Castiglione della Pescaia, corre parallela al canale San Leopoldo e porta alla spiaggia di Fiumara. D’ora in poi potranno passarci solo mezzi di soccorso, antincendio, mezzi per il trasporto invalidi e quelli usati da chi lavora sulla spiaggia, a patto che dimostri di non avere alternative.

Niente auto private, insomma. Nemmeno per raggiungere lo stabilimento balneare e ristorante Fiumara Beach che, insieme alla scuola di kitesurf Kitebeach Fiumara, resta quindi “isolato” ai mezzi a motore. L’unica altra via di accesso, infatti, è lo stradellino che attraversa la pineta e sbuca in via delle Colonie. Anch’esso, ovviamente, percorribile solo a piedi o in bici.

L’ordinanza. La decisione è arrivata con l’ordinanza dirigenziale 378 del 19 giugno ed è frutto – così si legge nel testo – delle richieste che la Allianz spa, proprietaria della pineta, e la società Giglio di mare srl, che ha l’area in affitto, hanno presentato a Comune e Regione nell’incontro ufficiale del 15 marzo in videoconferenza.

La chiusura della strada era nell’aria da tempo. Il tratto corre in pineta, in una zona vincolata all’interno del Sir 112. Gli incendi devastanti di questi ultimi anni hanno fatto il resto tanto che proprio qui (lo riporta anche l’ordinanza) verrà attuato un piano antincendio che prevede delle prescrizioni.

Un segnale forte è arrivato due anni fa quando in piena estate l’amministrazione Vivarelli Colonna – appena insediatasi – per i vincoli vigenti nell’area e il rischio incendi chiuse il parcheggio nella pineta dietro le dune, risistemato appena l’anno prima dai precedenti amministratori che, al contrario, ne consentivano l’uso emanando a inizio stagione ordinanze di deroga. La strada è rimasta sempre un enigma. È compatibile con la sosta? E con il transito? Va chiusa? Va tenuta aperta? Il 19 giugno il Comune ha risposto, su istanza di Allianz e Giglio di mare (quest’ultima titolare dei grandi parcheggi in pineta a qualche centinaio di metri dalla strada in questione): chiudere. Venerdì sono stati piantati i cartelli di divieto d’accesso; dopo poche ore erano già stati divelti.

Le proteste degli operatori. La chiusura della strada porta inevitabili ripercussioni. La spiaggia, d’ora in poi, si potrà raggiungere solo a piedi o in bici. Nemmeno la navetta da e per il parcheggio della Canova (peraltro ancora chiuso) potrà transitarla.

Alessandro Murineddu, del Fiumara Beach, e Alessandro Tonini, del Kitebeach Fiumara, sono furibondi. «Lo apprendo dal Tirreno in questo momento», sbotta Murineddu al telefono. «A me, che sono il più coinvolto, non solo non mi hanno notificato niente, ma non mi hanno nemmeno mai interpellato. Finora il Comune mi aveva assicurato che non ci sarebbero stati problemi. È assurdo che si arrivi quasi a luglio e ti chiudono la strada». Murineddu si dice «fortemente danneggiato e preso in giro». Ha 15 dipendenti, ha già prenotate feste private. E se al mattino chi va al mare può anche fare una passeggiata in pineta, diverso è la sera a cena. «Il sindaco è venuto due domeniche fa, gli ho spiegato il problema e mi ha dato delle rassicurazioni. E poi purtroppo mi ritrovo i cartelli di divieto d’accesso», dice Murineddu. L’imprenditore – nel cui ristorante capita di vedere a cena vip e personaggi dello spettacolo, da Chiara Ferragni ad Alberto Gilardino – non crede che sia stato il rischio roghi a far chiudere la strada. «In pineta sorgono campeggi e la stessa Giglio di mare ci ha fatto dei parcheggi. Le cose possono convivere. Se si vuole».

Sul piede di guerra anche Tonini. «Fino a una settimana fa tutti gli assessori coinvolti ci avevano assicurato che la strada non sarebbe stata chiusa – dice –. Se mi danneggia? Ho una fattura da 50mila euro di vele, barche e kite. Ho fatto nuovi investimenti, la scuola di vela, il lavoro con i bambini. Ho preso un insegnante di kite dal Brasile. Ma quel che brucia di più è essere presi in giro. Come finirà? Che la gente arriva, vede la strada chiusa e se ne va a Castiglione o a Talamone. Sul cartello di Marina potrebbero scriverci: “Qui i turisti non sono i benvenuti”».

Murineddu ha già dato mandato a un avvocato di studiare il provvedimento. E si dice fiducioso. «Dal 1999 ho un contratto di concessione con sosta autorizzata per i mezzi che usufruiscono dell’area commerciale – dice – . Finché non mi rescindono il contratto, esso è valido e chi ha un ombrellone stagionale continuerà a venire in auto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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