Finanza
Estra, Alia ma anche i Comuni ci pensano
È dall’autunno 2017 che si parla di un possibile cambio di proprietà delle azioni di Sei Toscana in mano ai soci privati. Sei Toscana non è un’impresa qualsiasi. A capitale misto pubblico-privato, si...
È dall’autunno 2017 che si parla di un possibile cambio di proprietà delle azioni di Sei Toscana in mano ai soci privati. Sei Toscana non è un’impresa qualsiasi. A capitale misto pubblico-privato, si è aggiudicata la gara miliardaria per l’affidamento ventennale di raccolta e smaltimento dei rifiuti nella Toscana meridionale. Sienambiente, partecipata dai Comuni senesi, detiene il 24,5%, l’aretina Csai di Terranuova Bracciolini ha in portafoglio il 16,8 e Aisa il 6,8, Coseca lo 0,04, svuotata dai Comuni grossetani nel 2015. La fetta più grande della torta la possiede la società privata Sta (26,8%). Sta esprime attualmente ben cinque dei sette membri del cda, più l’ad Marco Mairaghi. Cooplat (13%) ed Ecolat (11,72) sono gli altri due soci rilevanti. Il resto se lo dividono altre società in parti millesimali. Commissariata a seguito dell’indagine sulla gara, Sei Toscana ha in pancia diverse compagini decotte, quote facili da acquisire; insomma, la situazione lascia presupporre a breve clamorosi mutamenti. La politica prova a vigilare sui movimenti in corso, ma sono i sindaci per primi ad augurarsi di riportare la quota azionaria di maggioranza di Sei Toscana in mano pubblica. Si parla di un interesse concreto di due gruppi: i fiorentini di Alia e il gruppo Estra. Nessuno però vuole sbilanciarsi. Estra sarebbe la soluzione gradita al sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli. Il gruppo nasce dalla fusione di tre multiutility toscane (Consiag, Intesa e Coingas) e si occupa per lo più di energia. Il presidente Francesco Macrì è un manager in quota centrodestra, l’ad Alessandro Piazzi rappresenta il centrosinistra. Alia Servizi Ambientali invece opera nell’area fiorentina e nella Toscana centrale. Nasce dall’aggregazione di Publiambiente, Quadrifoglio, Asm e Cis. Si dice che l’operazione di ingresso in Sei piaccia a Firenze. E Grosseto? Per tornare un po’ in gioco i Comuni possono solo rimpinguare Coseca. A settembre ci sarà un aumento di capitale di Sei. Alcuni sindaci ci stanno pensando. Altrimenti la Maremma subirà sempre le scelte di altri. (g.b.)
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