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Grosseto

Sigilli violati, assolto custode della Concordia

Sigilli violati, assolto custode della Concordia

Insieme al rappresentante della Costa Crociere era stato accusato di aver fatto salire a bordo un consulente

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ISOLA DEL GIGLIO. Il consulente Camillo Casella era salito a bordo della Concordia e, nella plancia di comando del ponte 8 ed al locale del generatore diesel d’emergenza al ponte 11, aveva testato meccanicamente gli interruttori del quadro elettrico di emergenza. Ma non avrebbe potuto farlo, perché la nave da crociera naufragata all’isola del Giglio era sotto sequestro e lui non era autorizzato.

L’uomo era stato denunciato insieme a Franco Porcellacchia, l’ingegnere che era anche il custode giudiziale della nave e Alessandro Vettori, rappresentante della società armatrice all’Isola del Giglio. Casella (difeso dall’avvocato Simona Brizzi) aveva chiesto di essere messo alla prova e il giudice aveva dato il suo consenso: il procedimento nei suoi confronti quindi era stato sospeso e il reato contestato si poi è estinto. Casella infatti ha prestato positivamente la sua opera all’associazione Stella Maris di Genova, che si occupa di assistenza degli equipaggi di marinai mercantili. Dodici mesi la durata, per 6 ore settimanali. Era rimasto in piedi il processo nei confronti degli altri due imputati. Porcellacchia (difeso dall’avvocato Ermenegildo Costabile) e Vettori (difeso da Sergio Ravaglia) sono stati assolti ieri mattina, durante l’udienza davanti al giudice Gian Marco De Vincenzi. Il viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi aveva chiesto per entrambi una condanna a un anno e 300 euro di multa. Per il giudice invece le prove che erano state prodotte in aula erano insufficienti per accogliere la richiesta del pm. Porcellacchia e Vettori quindi, sono stati assolti: i due erano stati accusati di aver fatto salire a bordo il tecnico nonostante che la Concordia fosse sotto sequestro giudiziale e che i sigilli non potessero essere violati. Casella, all’epoca, era il consulente di Costa Crociere ed era stato denunciato e citato direttamente a giudizio perché aveva messo piede abusivamente sulla nave. Lo avrebbe fatto proprio grazie al lasciapassare di Porcellacchia che lo avrebbe portato a bordo.

Una ricostruzione, questa, che non ha però trovato adeguato riscontro in aula: i due consulenti della Costa Crociere sono stati assolti sulla base del secondo comma, ovvero per insufficienza di prove. (f.g.)

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