Il Tirreno

Grosseto

Dopo 56 anni addio al negozio di giochi

di Giulia Sili
Dopo 56 anni addio al negozio di giochi

Storica attività chiude i battenti. La titolare: «Poche vendite e troppe spese per restare aperti: lascio qua un pezzo di cuore»

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FOLLONICA. La prima vetrina di Toto e Tata è stata quella di via Bicocchi: lì, nel 1962, Rolando e Marialuisa Nelli avevano aperto la loro attività dedicata esclusivamente ai giochi.

Un negozio che i bambini di Follonica hanno da sempre associato ai momenti di festa. Nel 1968 il negozio di giocattoli nel pieno della sua attività si è poi spostato in via Colombo fino al 1993 quando i titolari hanno deciso di traslocare in via Pratelli, attuale sede di Toto e Tata. Anni felici durante i quali a Rolando e Marialuisa è subentrata la figlia Laura Nelli, attuale titolare del negozio.

Ad agosto però, dopo cinquantasei anni di attività, la vetrina di Toto e Tata chiuderà per sempre: poche le vendite e troppe le spese per restare aperti. Un’attività storica del centro che se ne va. «Dopo cinquantasei anni chiuderemo – ha scritto la titolare sulla pagina Facebook della sua attività – Grazie a chi ci ha apprezzato in questi anni e grazie anche a chi ha preferito Amazon, discount e altre amenità. Cinquantasei anni sono un bel numero, non molti possono dire di aver resistito tanto». Laura passerà così il primo Natale a casa «Di solito non me lo sono mai goduto – dice – Perché dovevo stare sempre al lavoro quando gli altri festeggiavano, non ho potuto seguire mia figlia nei saggi e nelle cose più belle perché dovevo stare sempre a lavoro».

Negli anni il lavoro del negozio di giocattoli più noto di Follonica è andato scemando: prima Laura aveva tre dipendenti, poi i contratti sono diventati due e oggi la commerciante è rimasta sola dietro al bancone. «Ci sono troppe tasse e siamo stati invasi dalle vendite online – spiega – Non è mai stato fatto nulla per impedire questo declino e oggi i negozi sono decimati, resterà solo l’acquisto online che detterà legge. Perché quando saranno tutti chiusi i prezzi aumenteranno di nuovo».

Nel mondo dei giocattoli è poi cambiata la velocità con cui le merci vengono sostituite da nuovi prodotti: «Ci sono migliaia di personaggi che arrivano dalla tv ed è impossibile stare dietro a tutto e offrire l’assortimento adeguato». Ma la nota dolente è anche per la condizione della città: «Credo che la città sia nel degrado più assoluto, non viene più nessuno – dice Laura – fino a qualche anno fa avevo tre commesse e dopo cena lavoravo come non mai, ora non passa nessuno. Questo perché la città si è svuotata. Abbiamo prezzi da Montecarlo ma un’offerta ridicola. Mancano le basi». Quella di Laura sembra però essere solo la prima di una serie di chiusure del centro cittadino: «Le attività in crisi sono molte e sette o otto chiuderanno nel giro di pochi mesi» dice. «Mia mamma è morta in questo negozio – dice Laura – inciampò a sessant’anni nel filo del registratore di cassa e da lì non si riprese più. Qui ci lascio un pezzo di cuore ma non posso fare altro che chiudere».
 

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