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Rifiuti, tutti contro tutti: Cooplat querela
Il presidente Frizzi annuncia azioni legali contro l’ad di Sei Toscana Mairaghi: «Affermazioni false: il nostro servizio conviene»
GROSSETO. I rifiuti puzzano. Soprattutto quando fa caldo e il vento soffia forte. Su Sei Toscana, gestore unico dei rifiuti per le province di Grosseto, Siena e Arezzo, prosegue il tutti contro tutti, la bagarre tra soci pubblici e privati.
«Mairaghi risponderà in tribunale del discredito arrecato alla Cooperativa e delle affermazioni, false e gravemente diffamatorie riportate sulla stampa. I nostri legali hanno ricevuto mandato di redarre gli atti. Il risarcimento dei danni che ci verrà riconosciuto verrà messo a disposizione della collettività». Con queste dure parole il presidente di Cooplat Fabrizio Frizzi interviene rispetto alle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Sei Toscana Marco Mairaghi, che nei giorni scorsi aveva attaccato il servizio svolto da Cooplat nel capoluogo e in altri sette Comuni del comprensorio grossetano.
Mairaghi era stato molto diretto: «Con Cooplat il servizio doveva costare meno, invece in Maremma spendiamo 2,7 milioni in più», aveva detto. Poi aveva confermato la volontà di rescindere il contratto per il venire meno del principio di economicità. Decisione al momento stoppata dai commissari dell’Anac chiamati a marzo 2017 su richiesta dell’Autorità anticorruzione a seguito dell’inchiesta che ha travolto gli ex vertici di Sei Toscana e Ato Rifiuti.
«Sono affermazioni totalmente destituite di fondamento – prosegue Frizzi – ma comprendo che nascano dallo stato d’animo del dottor Mairaghi, che ha sancito il fallimento suo e del management attraverso tragici risultati di bilancio».
Il consiglio di amministrazione, nei giorni scorsi, ha preso atto del passivo di 4,2 milioni. Non senza imbarazzi. Nell’occasione si è dimesso il presidente di Sei Toscana Roberto Paolini. Il 29 giugno il bilancio andrà in approvazione all’assemblea, ma nel frattempo potrebbero essere annunciate altre novità. Alla porta bussano con forza nuovi soci.
«Mairaghi – sono ancora parole di Frizzi – doveva avere l’umiltà di ammettere le proprie colpe senza raccontare falsità per cercare di salvare la faccia. Era il minimo da fare».
Cooplat gestisce i servizi relativamente a otto comuni della provincia di Grosseto sulla base di un contratto che assicura a Sei Toscana una percentuale di utile garantito.
«In pratica Sei, in termini di esecuzione dei servizi, non fa nulla – aggiunge Frizzi – portando a casa oltre 2 milioni di euro di commissione da Cooplat. Impossibile che si generino perdite. Non solo. La quantificazione della commissione è stata oggetto di una lunga revisione ad opera di Sei Toscana, che ha incaricato un consulente terzo, il direttore del Dipartimento di economia aziendale all’Università Filippo II di Napoli, per stabilire questa percentuale di utile garantito. E proprio il consulente ha fissato al 12,05 la percentuale, mettendo per scritto che il servizio eseguito da Cooplat è economicamente più vantaggioso che se fosse eseguito direttamente da Sei Toscana».
Tra Mairaghi e Cooplat/Ecolat non c’è mai stato feeling. Fin dal suo insediamento sia Giuseppe Pinto (consigliere di Ecolat) che Fabrizio Frizzi lo ritenevano inadeguato al ruolo. «Si era presentato – conclude Frizzi – affermando che, vista la fase straordinaria attraversata dalla società, avrebbe accettato l’incarico per svolgerlo gratuitamente, rinunciando a ogni compenso, ma il compenso lo ha sempre regolarmente percepito. Anzi, nel settembre 2017 propose perfino una richiesta di aumento dei compensi del cda, mentre la società già maturava perdite ingenti. Cooplat, scoperta la manovra, aiutata da Ecolat e dai soci pubblici, indusse il consiglio di amministrazione a revocare questo ingiustificato aumento».
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