Il lutto
Radicali in visita al carcere: «Valutazione positiva»
GROSSETO. Sabato mattina una delegazione dei Radicali Maremma, guidata dal portavoce Michele Bottoni, ha visitato per tre ore il carcere di Grosseto, sull’onda di un’iniziativa nazionale dei Radicali...
GROSSETO. Sabato mattina una delegazione dei Radicali Maremma, guidata dal portavoce Michele Bottoni, ha visitato per tre ore il carcere di Grosseto, sull’onda di un’iniziativa nazionale dei Radicali nel 25º anniversario dell’incarcerazione di Enzo Tortora. Era la prima volta che i Radicali entravano nella casa circondariale.
«Dell’istituto abbiamo avuto un’ottima impressione con una valutazione finale estremamente positiva dovuta principalmente al lavoro svolto dagli operatori, con particolare merito da riconoscere alla direttrice Maria Cristina Morrone e all’educatrice Eleonora D’Amico», dicono i radicali nella relazione.
La capienza del carcere è di 26 persone; al momento ve ne sono 28, due in semilibertà. Circa il 60% sono stranieri (tunisini, marocchini e rumeni), e questo appesantisce le relazioni tra detenuti. Anche perché – e questo è il primo problema rilevato dai Radicali, manca un mediatore culturale. Altre figure di cui si sente l’assenza sono quella di un magistrato di sorveglianza (nessuna visita dal novembre 2017) e di un Imam per il supporto spirituale dei detenuti musulmani.
L’età media dei detenuti è 30 anni, quasi tutti dentro per spaccio. I radicali evidenziano anche la mancanza di un’organizzazione che li assista una volta usciti, cosa che provoca un’alta recidiva. «Possiamo affermare – concludono i Radicali – che l’esperienza del carcere grossetano testimonia un importante fatto, cioè che le strutture più piccole sono maggiormente funzionali».
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