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Grosseto

il “caso senneca”: parla il sindaco 

«Cara senatrice Cirinnà io non prendo le distanze»

«Cara senatrice Cirinnà io non prendo le distanze»

GROSSETO. «Monica Cirinnà, nella bramosia di difendere il ben pensare, finisce per essere una fascista di pensiero». Lo dice il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, rispondendo alla...

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GROSSETO. «Monica Cirinnà, nella bramosia di difendere il ben pensare, finisce per essere una fascista di pensiero». Lo dice il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, rispondendo alla senatrice del Pd sulla vicenda di Antonio Senneca, il poliziotto al centro delle polemiche per un post nel quale sono state ravvisate parole forti, ritenute discriminanti nei confronti di omosessuali e persone di colore. La senatrice è intervenuta sulla vicenda duramente, domandandosi come sia possibile che in Questura non vi sia nulla da dire e che il sindaco non prenda le distanze.

Ed è quest’ultimo ora a rispondere, tra l’altro postando una foto di sé accanto a Senneca, con il pollice alzato. «Quel che succede ha del surreale - dice Vivarelli Colonna - La senatrice Cirinnà, cui va il merito di aver introdotto le unioni civili, si è fatta trascinare in una battaglia inconsistente che in quanto a principi e a valori da difendere mi pare drammaticamente carente. Mi si chiede di prendere le distanze da un post scritto da un privato cittadino sulla sua privata bacheca dove si enunciava una domanda, seppur con un linguaggio che, come uomo e come sindaco, non condivido. Non posso e non voglio prendere le distanze dal senso che piccoli politicanti della mia città hanno voluto leggere, strumentalizzandolo e piegandondolo a loro vantaggio, nel post di Senneca. Perché sarebbe affermare un contenuto che lui non ha mai affermato. In Senneca, che è uomo che conosco bene e apprezzo non ci sono sentimenti razzisti né omofobi. Senneca, in maniera sicuramente poco elegante, ha interpretato il senso comune di una domanda che in molti si facevano. E lo ha fatto condividendola sulla sua bacheca personale, con i suoi amici di Facebook, in un momento privato in cui non rappresentava la divisa che indossa ma solo se stesso». Il sindaco scrive che «la solita sinistra, agonizzante e senza contenuti urla allo scandalo mentre finge di non vedere tutta la violenza verbale che gronda odio nelle bacheche di tanti uomini con ruoli pubblici. Provo un disgusto infinito per chi è impegnato nel diffamare una persona che serve lo Stato in maniera convinta e ha l’unica colpa di essere sposato con un’assessora impegnata in maniera appassionata nel fare il bene dei concittadini. Difendo la libertà di Antonio di domandare nel privato ciò che desidera. Lo ringrazio per ciò che fa da poliziotto. Sono grato a chi si alza la mattina, indossa una divisa e si prende cura in maniera silenziosa di tutti gli italiani. Anche di quelli che sollevano polemiche inutili. Anche di Monica Cirinnà che, nella bramosia di difendere il ben pensare, finisce nell’essere una fascista di pensiero». (el.gi.)



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