Il Tirreno

Grosseto

Alla Pantera rosa uno staff al femminile

di Gabriele Baldanzi
Alla Pantera rosa uno staff al femminile

Punto di riferimento per la zona del Pace, è luogo d’incontro per colazioni, caffè alla maniera napoletana e ghiotti pranzi

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GROSSETO . “La Pantera rosa”, il bar di riferimento per chi vive e lavora nella zona del Pace (via Inghilterra, via Unione Sovietica), entra nel gioco dell’estate “Il mio bar” che fino al 16 luglio permette di votare il bar e il/la bartender preferito/a compilando e inviando al Tirreno il coupon pubblicato qui a fianco.

Ristrutturato un anno fa, oltre al servizio caffetteria e colazioni mette a disposizione della clientela piatti espressi di qualità e pasticceria (cornetti e paste arrivano da La Favorita e Dolce Maremma). A condurre il locale è l’imprenditrice Alessandra Ricci, 48 anni, una vita dietro al bancone. Al suo fianco altre quattro donne: Giulia, Azzurra, Marika e Grazia. E infatti, alla Cittadella, la Pantera rosa è conosciuto come il bar delle donne.

Alessandra è figlia d’arte. Il padre, Giancarlo, molto conosciuto in città, è tuttora il mentore di questa avviata attività. «Il mio sole, colui che mi ha insegnato il mestiere e l’accortezza negli affari», dice Alessandra. Presto toccherà alla terza generazione: Matilde Colli, 18 anni, figlia di Alessandra, ha già debuttato al bancone. A settembre farà il quinto anno del Professionale alberghiero, conosce bene l’inglese e – chissà – potrebbe proseguire la tradizione di famiglia.

«La Pantera Rosa – racconta Alessandra – è nato come bar gelateria nel 1984 ed è cresciuto insieme al quartiere. La mia famiglia, restando sempre proprietaria del fondo, l’ha prima ceduto e poi ripreso 5 anni fa. Dal 2017 ci siamo allargati con l’affaccio su via Inghilterra. Oggi, non dovrei dirlo io, il locale è carino, al passo con i tempi. Abbiamo una saletta per i pranzi veloci, tavoli per consumare un cappuccino o un tramezzino, caffè di ottima qualità fatto con macchine a leva tipiche del circondario di Napoli. E un accordo con la Izzo. Si lavora tanto e ci stiamo togliendo delle soddisfazioni in un periodo non facile. Per il salato ci serviamo dai forni artigianali della zona, cercando di coniugare qualità a prezzi ragionevoli».

Quanto alle cinque donne del Pantera Rosa piaccia il loro lavoro lo si capisce dall’affiatamento, dal rapporto con i clienti, dalla gentilezza e dai sorrisi che dispensano. Giulia Tarsi è come una sorella per Alessandra. Lavora qui da anni. «Apriamo che è ancora notte – spiega Giulia – intorno alle 4,30 – 4,45. Siamo tra i primi in città. La chiusura è alle 21. C’è tanto lavoro, di passo, fino a metà pomeriggio, poi si rallenta un po’. È un bar con caratteristiche diverse da quelli del centro. Qui, per esempio, serviamo pochissimo alcol. La clientela è legata alle scuole di via Portogallo e via Jugoslavia, poi c’è la banca, la farmacia, la Coop, l’ospedale e un quartiere con migliaia di persone». Uno dei segreti è Grazia, la cuoca. Straordinaria per la pasta fresca, i tortelli maremmani, i sughi. Non si usano congelati e precotti. Nello spazio esterno c’è ancora nel pomeriggio qualcuno che gioca a carte: clientela affezionata. In ultimo Alessandra e Giulia ci offrono un caffè e ringraziano i clienti-lettori che le stanno votando. «Si punta a vincere!».

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