Il Tirreno

Grosseto

LA MOSTRA 

Mai come ora... serve Pazienza

Mai come ora... serve Pazienza

In piazza Dante l’omaggio di un giorno al geniale disegnatore

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GROSSETO. “16 giugno. Mai come ora serve Pazienza!”: è la mostra di opere originali (e non) del geniale fumettista e scrittore Andrea Pazienza (tutte provenienti dalla collezione di Gipo) che si chiude oggi il lungo viaggio della Stazione Duchamp, in piazza Dante. La mostra sarà inaugurata alle 18 con l’attore Mirio Tozzini che legge testi di Pazienza, e si chiuderà a mezzanotte.

Andrea Pazienza morì a Montepulciano il 16 giugno 1988. Aveva soli 32 anni e la causa della morte – purtroppo condivisa, negli stessi anni, da molti giovani grossetani – fu imputabile a un’overdose di eroina. Il 16 giugno 2018, esattamente trenta’anni dopo, la Città Visibile dedica una piccola mostra in piazza Dante, nel gazebo denominato “Stazione Duchamp”, a questo campione di stereotipi negativi: meridionale, immigrato, ostinatamente ribelle e tossico. Un tossico che, in poco tempo, aveva fondato la rivista di controcultura Frigidaire e vissuto una strepitosa carriera nel settore del fumetto d'autore e dell'illustrazione. Poco prima di morire scrisse: « In questi anni ho scoperto diverse cosucce. Intanto di non essere un genio. Perché si, lo confesso, da ragazzo ci speravo. Invece no, sono un fesso qualsiasi».

Genio o fesso, Pazienza è stato comunque un idolo per un pubblico vastissimo e soprattutto per tutti i disegnatori italiani che – prima della disarmante e inquinante invasione dei manga giapponesi – hanno dovuto fare i conti con la sua dirompente creatività e il suo straordinario eclettismo stilistico.

Il nucleo principale della mostra che gli dedichiamo in piazza Dante è riservato alle opere del collezionista grossetano Gianmarco Bragagni (meglio conosciuto come Gipo), ma chiunque vorrà potrà andare e, assecondando la filosofia di apertura e “contaminazione anarchica” della Stazione Duchamp, portare in mostra materiale utile alla divulgazione dell’arte del Paz. Alcune opere saranno appese alle pareti – tra queste una splendida serigrafia con autoritratto da cavaliere e alcuni celebri manifesti come “Betta sullo squalo” – mentre le altre saranno collocate in una vetrina (le più preziose) e sui tavoli per la libera consultazione.

Tra le prime edizioni, da segnalare uno splendido Bestiario, il Portfolio Poliziano e poi i fumetti di Pertini e Zanardi (il primo delle tre) e i disegni di Extra Zanardi. La mostra durerà solo un giorno, un piccolo effimero omaggio a un maestro che amava dire: «Ogni pazienza ha un limite, Andrea Pazienza no». E in questi giorni in cui è difficile esercitare una sana pazienza necessaria alla comprensione degli eventi, Paz ci insegna che la sua infinità di fesso qualsiasi può essere di supporto a tutti coloro che si sentono fragili e disarmati.



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