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L’economia del mare ha numeri in espansione

L’economia del mare ha numeri in espansione

Bilancio in controtendenza: la Camera di Commercio illustra i dati a Piombino In Maremma le imprese legate alla blue economy crescono del 6,1%

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GROSSETO. Un’economia in espansione, quella del mare, che, per quanto riguarda le province di Grosseto e Livorno, conta un aumento complessivo del numero delle imprese operanti nel settore e una crescita del valore aggiunto creato dalle attività inerenti a ittica, ristorazione, tutela ambientale, sport e trasporti. Tutto ciò dal 2011 al 2016, all’interno di un tessuto economico che, a causa della crisi, ha registrato una contrazione a livello regionale e nazionale. In un contesto simile la blue economy sarebbe in controtendenza.

È quanto è emerso dal secondo rapporto sull’economia del mare, realizzato dal Centro studi e ricerche della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno e presentato ieri nella sede piombinese dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale. «Abbiamo scelto questa città per mostrare i risultati della ricerca – dice il grossetano Riccardo Breda, presidente della Camera di commercio – perché è un luogo in cerca di una ripresa e un posto che collega, idealmente e storicamente, la realtà di Livorno a quella di Grosseto». Erano presenti, tra gli altri, il direttore del Centro studi Mauro Schiano e il presidente dell’Autorità portuale Stefano Corsini.

Nelle province di Grosseto e Livorno sono oltre 6mila le imprese legate all’economia del mare, dall’ittica alle estrazioni marine (sale, gas, petrolio), dalla cantieristica alla movimentazione di merci e persone. Tali imprese costituiscono il 46,6% di tutte le imprese blue – legate al mare - della Toscana e contano quasi 30mila occupati. Tra i due territori, quello che ha registrato un maggiore sviluppo dell’economia del mare è Livorno, in cui il 12,3% delle imprese è legata alla blue economy, contro il 7,7% di Grosseto. Dal 2011 al 2016, a fronte di uno sviluppo generale dell’economia che è risultato nullo o molto basso, le province di Grosseto e Livorno hanno visto aumentare il numero delle imprese legate alla blue economy, con una variazione percentuale che è, rispettivamente, del 6,1 e del 4,4%. Un aumento si è verificato anche nel numero degli occupati nel settore che, dal 2011 al 2016, ha registrato un +2,7% a Livorno (13,6% degli occupati totali nel 2016) e un +4,8% a Grosseto (10,3% degli occupati totali). Segno positivo per quanto riguarda numero delle imprese “Blue” e quantità di occupati. Dati considerati come un orizzonte entro cui muoversi per pianificare un futuro sviluppo. «In questi anni di crisi – commenta Breda – il settore dell’economia del mare è in crescita nonostante Grosseto e Livorno siano le due province che in Toscana stentano maggiormente a uscire dalla difficoltà economica. Ciò significa che nella blue economy vale la pena investire». Claudia Guarino

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