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Grosseto

Città Visibile, dieci anni e tanta voglia di futuro

Città Visibile, dieci anni e tanta voglia di futuro

Domani si chiude un’edizione davvero speciale, che ha raddoppiato iniziative, aperto nuovi spazi e costruito una partecipazione collettiva straordinaria

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GROSSETO. L’edizione 2018 de La Città visibile si avvia alla conclusione. Il sipario sulla manifestazione d’arte e animazione culturale urbana promossa da Fondazione Grosseto Cultura calerà domani dopo dieci giorni di eventi. È già il momento di tracciare un primo bilancio. Che – visto il successo di pubblico – non può che essere ampiamente positivo.

«Questa che si sta chiudendo – dice Mauro Papa, direttore di Clarisse Arte e direttore artistico della manifestazione – è stata un’edizione davvero speciale della Città visibile, per tanti motivi. È stata la decima ed è tornata dopo un anno di pausa. E non sono mancate le novità, perché abbiamo voluto prima di tutto sperimentare: mi riferisco al raddoppio delle notti (La notte visibile della cultura e la Notte bianca della cultura) e dei passaporti (il Passaporto dell’arte e il Passaporto dell’artigianato), e poi le rassegne in piazza Dante (Piazza d’arte e Lavoro culturale). Rispetto agli anni passati abbiamo voluto mettere in piazza le associazioni, organizzando incontri pubblici cui tutti potessero partecipare, anche chi passava da lì per caso, o coinvolgendo i bambini che giocano abitualmente sotto la statua di Canapone. Ora la mostra d’arte non è più al Cassero ma in piazza: è l’arte che va incontro alla gente. Perché Clarisse Arte è molto attenta all’arte pubblica, con l’obiettivo di aprirne il più possibile la fruizione. L’abbiamo dimostrato proprio con gli stand in piazza: a qualcuno possono anche non piacere, ma sono solo strutture provvisorie, piccole case temporanee per l’arte che non vogliono aggredire l’ambiente».

E anche i cittadini, ovviamente, possono dire la loro. «Dal confronto – conferma Papa – possono arrivare suggerimenti, correzioni di rotta, cambiamenti alla formula. È quello che vogliamo. Sono molto soddisfatto anche della riuscita dei laboratori di Città visibile: per la prima volta abbiamo dato ai cittadini gli strumenti per realizzare i loro progetti. La logica dev’essere quella del sistema, dell’inclusione. Fondazione Grosseto Cultura non vuole avere il monopolio delle iniziative, bensì mettere in relazione le attività con finalità comuni. La nostra è solo una regia, non invasiva ma funzionale alla relazione e alla crescita, da sviluppare insieme. Naturalmente per la riuscita della manifestazione ringraziamo i nostri partner e sostenitori come l’Istituzione Le Mura, il Consorzio tutela vini Maremma Toscana, Artex, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Centro commerciale naturale e Sistema».

E Città visibile si conferma uno degli appuntamenti clou del calendario culturale promosso da Fondazione Grosseto Cultura. «Il successo di Città visibile – dice il presidente Giovanni Tombari – ha premiato la nostra volontà di dar vita a un’ampia collaborazione tra tanti soggetti, tutti sostenuti da un obiettivo comune: realizzare una manifestazione culturale all’insegna della partecipazione e dell’inclusione, che rappresentasse un’occasione di svago e di arricchimento per i cittadini. Direi proprio che ci siamo riusciti. Diamo appuntamento al prossimo anno con l’edizione 2019, che ci proponiamo di rendere ancora migliore: lo faremo anche grazie ai suggerimenti che i grossetani (e non solo) vorranno darci. Perché Città visibile è proprio la manifestazione di tutti».



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