Il Tirreno

Grosseto

Vandali, 50 euro per demolire i lampioni

di Elisabetta Giorgi

Teppisti scatenati in piazza San Francesco tirano al bersaglio per scommessa. Abitanti e commercianti: «Siamo disgustati»

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GROSSETO. Quanto costa fare centro? «Chi spacca il lampione vince 50 euro», dice il più grande. E tra ragazzini si scatena la gara al bersaglio, a spese dei cittadini.

È l’ultima frontiera del vandalismo in piazza: scommettere (e promettere) soldi per devastare gli arredi pubblici. È capitato giorni fa ma pare routine. Ha assistito alla scena un barista incredulo, che lavora lì di fronte ed è intervenuto per farli smettere. Siamo a Grosseto in piazza San Francesco, che si ritrova per l’ennesima volta le luci troncate a pallonate. La piazza gioiello del centro storico è ancora sotto scacco. Quasi ogni notte tra le 1 e le 2 – dicono gli abitanti e i commercianti della zona – «si sentono le scorribande». Chi abita nei dintorni e si affaccia alla finestra vede “fiumane” di giovani dai 15 ai 19-20 anni, che con le birre in mano raggiungono il cuore della piazza; qualcuno si fa le canne ai margini. Succede quasi ogni giorno, soprattutto di notte. Urla e schiamazzi. L’ultimo episodio due notti fa.

«Li ho sentiti fare i cori da stadio e la ola, poi giù con le pallonate - dice un abitante - Erano di sicuro ubriachi: si sentivano gridare e qualche colpo ripetuto. La mattina dopo (due mattine fa, ndr) uscendo di casa c’era l’ennesimo lampione di piazza san Francesco rotto, i vetri tutti in terra».

Che l’illuminazione non sia rotta per caso ma con un’intenzione precisa - per gioco, per scommessa, per tiro al bersaglio - lo fa intendere Stefano Pontillo, grossetano di 28 anni, che a maggio scorso ha rilevato l’Oltrenero caffè dai precedenti gestori, in piazza san Francesco. Loro sono tornati alla loro attività principale e hanno mollato questo bar. Al loro posto ecco lui, giovane imprenditore con tanta voglia di fare, già docente dell’Alberghiero.

«Qualche giorno fa – dice indicando il centro della piazza – c’era un gruppo di ragazzi laggiù che si è messo a scommettere su chi faceva bersaglio. Era pomeriggio: ho sentito e visto uno che diceva: “50 euro per chi fa centro”. E via con le pallonate. Io sono uscito dal bar, li ho raggiunti e ho detto di smetterla, che non mi pareva il caso…». Sul momento è riuscito nell’intento, ma non è finita lì e la lampada bianca si è ritrovata spaccata. Soldi pubblici da scucire, ogni volta. E imprenditori che a volte gettano la spugna.

Pontillo ha deciso di avviare l’attività nonostante qualcuno lo sconsigliasse. «Quando si è saputo – dice – che stavo prendendo il bar mi hanno detto: “ma cosa fai, ma perché? Ma non lo sai che la situazione è questa?” Ecco - dice lui - nonostante io sia stato scoraggiato ho deciso di insistere e andare avanti: sono grossetano, amo la mia città e voglio lottare qua».

Stefano crede molto in quest’angolo di tessuto urbano racchiuso tra le storiche mura: «Non è da tutti – dice – avere un bel bar affacciato sull’Università e su questo bellissimo giardino archeologico; mi piacerebbe però che la piazza fosse valorizzata e fatta vivere sul serio». Che le istituzioni ci credessero di più. Per far capire meglio, «lo scorso sabato, per la Notte visibile della cultura, è passato di qui anche il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Mi ha chiesto come andasse e io gli ho risposto: “Bene sindaco, ma può darci una mano a rimettere in sesto la piazza?” Non ho avuto risposta. Lo scorcio anche storico, qui, è bellissimo, ma possibile che ci siano erbacce alte accanto al pozzo antico e tra le mattonelle? Piazza San Francesco doveva ospitare concerti ed eventi, era nata per questo: sabato scorso era piena di gente. Mi spiace che sabato prossimo (domani sera, ndr) per la Notte bianca non vi sia stato organizzato niente».

Alessandro Nardini (che ha un atelier di cornici in piazza): «Sono perplesso e un po’ disgustato - conclude - per la situazione perché questo è un luogo che in condizioni normali sarebbe bellissimo. Se penso che tra circa un anno nascerà a due passi la Collezione Luzzetti... Io credo che siano importanti i contenitori, ma anche tutto il resto»



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