Il Tirreno

Grosseto

Shapovalov rimesso a nuovo all'Argentario

Andrea Capitano
Il campione e il fisioterapista all'Argentario
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Il campione e il fisioterapista all'Argentario

Il campione di tennis che ha sfidato Nadal è stato ospitato dal suo fisioterapista per allenarsi

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PORTO SANTO STEFANO A 19 anni è già un astro nascente nel panorama tennistico mondiale. Numero 23 del ranking Atp, il canadese Denis Shapovalov è atteso adesso dalla prova Wimbledon, dove nel 2016 ha vinto il torneo Juniores. Ma può vantare già successi prestigiosi nel circuito professionistico contro atleti del calibro di Nadal, Tsonga e Del Potro. Per Shapovalov c’è però anche un pezzo di Argentario a dargli man forte: il suo fisioterapista è il santostefanese Stefano De Pirro, già conosciuto nel circuito per aver lavorato con Dominic Thiem, Dominika Cibulkova, Ernest Gulbis e Lucas Pouille. Grazie a De Pirro, Shapovalov ha potuto così conoscere il promontorio, dove è stato in vacanza assieme al suo preparatore atletico per ricaricare le batterie in vista dei successivi impegni tennistici. Il Tirreno ha rivolto qualche domanda al suo fisioterapista, alla vigilia del prestigioso torneo di Wimbledon.

De Pirro, come è entrato nell’équipe di Shapovalov? «Sono già 7 anni che lavoro nel tennis professionistico come fisioterapista. Prima vivevo a Vienna e Denis era venuto ad allenarsi là per tre settimane, mentre stavo in un’accademia tennistica quando ero con Thiem. Dopo pochi giorni si fece male e l’unico fisioterapista all’accademia ero io, quindi lì ci siamo conosciuti e mi sono preso cura di lui facendo due settimane di terapia. Successivamente, viaggiando con un altro giocatore francese ho incontrato di nuovo Shapovalov a Montreal in Canada. È stato quel torneo a lanciarlo tra i big. Poi lui mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto viaggiare con lui, adesso è dal settembre del 2017 che lavoriamo insieme».

Che rapporto avete? «Il nostro rapporto è ottimo. Io sono molto contento e lui anche di avere me come fisioterapista. Quando si fa questo tipo di lavoro noi abbiamo un contratto in cui viaggiamo 35-38 settimane all’anno, e spendiamo la maggior parte della giornata insieme: dall’allenamento della mattina, il pranzo, allenamento del pomeriggio, cena e trattamento del dopo cena. Quindi se tra due persone non c’è chimica il rapporto non funziona. Noi abbiamo anche caratteri molto simili».

Come è nata l’idea di venire all’Argentario? «È stata una mia idea, perché nel tennis la stagione in Europa inizia a fine marzo fino a metà luglio. Quindi quasi quattro mesi e lui, essendo canadese, deve fare questo periodo qua senza avere la possibilità di tornare a casa, perché comunque si gioca quasi tutte le settimane. Se si ha una settimana libera è difficile tornare in Canada tra viaggio, fuso orario e differenza di clima. Lui ha 19 anni: è la prima volta che fa il tour con gli atleti professionisti di alto livello tra Montecarlo, Roma, Madrid, Parigi e Wimbledon, dunque mi ha chiesto un suggerimento. Gli ho proposto di venire da me all’Argentario: ha bisogno di un posto tranquillo, con belle giornate e senza troppa confusione. E si può andare in barca e mangiare in ristoranti buoni, ma anche andare al Tennis Club per allenarsi o al Golf per giocare un po’. Ed essendo anche io a casa mia mi riposo anche meglio. Dunque si è fidato di me e siamo venuti 5 giorni a giugno, prendendo in affitto una casa in Panoramica alla Cacciarella immersa nel verde, con vista mare e tramonto davanti».

È possibile che torni sul promontorio in futuro? «L’Argentario gli è piaciuto molto e potrebbe diventare la sua base europea. Anche le persone gli sono piaciute molto e i santostefanesi non si sono fiondati su di lui, sono stati molto educati. Un gruppo di ragazzini ad esempio l’ha riconosciuto e gli ha chiesto una foto. Hanno aspettato un’ora che lui finisse di mangiare e hanno fatto una foto di gruppo, tutto in maniera molto educata. Lui ha fatto le classiche cose da turista. Siamo andati in barca al Giglio e all’Isola Rossa, cose tranquille. In Feniglia siamo andati in bici nella pineta. Poi si è e un po’allenato sul servizio e i colpi da fermo al circolo tennis. In Panoramica abbiamo fatto un po’di movimento ed esercizi».

Come si sta preparando per i prossimi impegni? «A Stoccarda purtroppo non è andata bene, adesso andremo a Londra e inizieremo a prepararci per Wimbledon. L’erba è una superficie che gli piace molto e ha già vinto quando era Junior. Si adatta bene al suo gioco aggressivo con colpi veloci, quindi siamo fiduciosi che faccia bene in questa stagione. È uno degli obiettivi anche se è giovane e sono le sue prime esperienze. Wimbledon potrà essere un bel torneo per lui».

 

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