Lutto
Liberazione, l’Anpi invita il sindaco alla cerimonia
Segnali di distensione dopo gli attriti: «Chi siede in consiglio deve ricordare cosa gli ha permesso di essere lì»
GROSSETO. Oggi alle 18 nella sala del consiglio comunale di Grosseto e alle 19 a Porta Vecchia la sezione di Grosseto Anpi, intitolata a Elvio Palazzoli, ricorda il 74° anniversario della Liberazione di Grosseto dal nazifascismo.
Il 14 giugno 1944 – ricorda l’Anpi – le autorità fasciste, dopo dieci mesi di rastrellamenti ed eccidi in collaborazione con l’esercito tedesco occupante, erano fuggite dalla città, abbandonandola al proprio destino.
La formazione partigiana “Vittorio Alunno”, presente in città, occupava i palazzi delle istituzioni e restituiva dopo vent’anni alla città un consiglio comunale democratico, rappresentativo di tutti i partiti antifascisti. Il giorno dopo sei partigiani e patrioti cadevano a Porta Vecchia per mano di una colonna tedesca in ritirata che voleva attraversare la città.
«Essi caddero per difendere Grosseto e la sua libertà appena riconquistata – ricorda l’Anpi –. Possiamo dire che le istituzioni democratiche grossetane sono fondate sul sangue del loro olocausto, primo fra tutti il giovane intestatario della nostra sezione Elvio Palazzoli, di fede mazziniana, che fu trucidato e il suo corpo per vilipendio gettato dalle Mura. Il giorno seguente 16 giugno le truppe alleate americane entrarono in città e riconobbero il consiglio comunale appena insediato e il nuovo prefetto».
Per ricordare ciò che è stato e che non può essere cancellato o travisato, l’Anpi terrà nella sala del consiglio comunale la tradizionale celebrazione di questi caduti che fondano la nostra convivenza civile.
Ci saranno i dirigenti dell’Anpi, l’Isgrec, le associazioni democratiche e antifasciste cittadine.
La celebrazione arriva in un momento in cui i rapporti tra l’Anpi e l’amministrazione comunale hanno attraversato divergenze e tensioni.
A febbraio, infatti, la maggioranza consiliare ha bocciato la mozione del centrosinistra che affermava gli ideali antifascisti. In quell’occasione il consigliere di CasaPound, all’epoca ancora nella maggioranza (è stato poi espulso appena dopo le elezioni politiche del 4 marzo), strappò in aula la mozione.
Per tutta risposta il 25 aprile l’Anpi non ha invitato il sindaco alle celebrazioni per la Liberazione.
Alla cerimonia di oggi, invece, il sindaco è stato invitato «in ragione – spiega l’Anpi in un comunicato – del riconoscimento dell’istituzione, riproponendo la questione che essa rappresenta un’istituzione della Repubblica democratica e antifascista, nonostante le serie divergenze recenti. Il Comune di Grosseto ha garantito la propria collaborazione alla tradizionale cerimonia di commemorazione».
«Noi non ci siamo scordati che la maggioranza ha bocciato la mozione antifascista il 2 febbraio – spiega il presidente della sezione provinciale dell’Anpi Giuseppe Corlito, raggiunto al telefono dal Tirreno –. Non ci siamo dimenticati dell’errore che ha fatto l’amministrazione a voler intitolare una strada ad Almirante e alla provocazione di intitolare una via a Berlinguer e una alla Pacificazione nazionale, che per loro è un “bilanciamento”, ma per noi è una provocazione. Ma vogliamo ricordare ai consiglieri comunali che cosa ha permesso loro di sedere in consiglio: fu proprio la Liberazione di Grosseto a portare al primo consiglio comunale dopo anni di dittatura. Riteniamo che la memoria debba essere ricordata altrimenti si perde. Ci sono associazioni che hanno interesse a che si perda, ma la verità storica c’è, ed è una».
Il Comune – riconosce Corlito – ha dato una risposta almeno in parte favorevole: organizza con l’Anpi la cerimonia. «E abbiamo appena saputo che verrà l’assessora Veltroni», spiega il presidente.
Anche a nome della presidenza provinciale dell’Anpi «i gruppi consiliari antifascisti sono invitati a partecipare e a portare un breve saluto in rappresentanza dell’istituzione comunale e in nome della Costituzione repubblicana, democratica e antifascista, a cui per la carica che i consiglieri comunali hanno obbligo di fedeltà».
Dopo la cerimonia in sala consiliare tutti gli intervenuti si sposteranno a Porta Vecchia per rendere onore alla lapide che ricorda i caduti. Ci sarà il coro “I Briganti della Maremma” che si esibirà in un breve repertorio di canti partigiani.
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