Italia
Inceneritore e nodo forni Firenze frena sullo stop
Scarlino, l’assessora regionale Fratoni anticipa alcuni contenuti della risposta all’interrogazione di Si Toscana a sinistra. Intanto si avvicina il responso sulla Via
FOLLONICA. L’assessora all’Ambiente della Regione Toscana, Federica Fratoni, frena l’entusiasmo di Si Toscana a sinistra sull’inceneritore di Scarlino.
In ballo c’è nuovamente la questione, quanto mai complicata, dei forni dove vengono bruciati i rifiuti. A giudizio dei consiglieri di Si Toscana a sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti, i forni sono troppo piccoli e con canali di scarico troppo in basso per consentire al fumo di rimanere all’interno il tempo necessario per permettere al calore di abbattere le diossine (le emissioni prima di uscire nell’aria dovrebbero restare almeno 2 secondi a 850 gradi per perdere la diossina). Anche Roberto Barocci del Forum ambientalista ha inviato alla Regione svariate osservazioni contestando l’adeguatezza dei forni, una anche negli ultimi mesi, citando uno studio del Cnr di Napoli che, a sua volta, afferma che i forni dell’inceneritore di Scarlino non sono a norma. Simili obiezioni le hanno sollevate due anni fa anche i Comuni di Follonica e Scarlino in sede della passata procedura per la concessione dell’avvio all’impianto.
Il comitato contrario all’inceneritore dal 2015 ha sollevato il dubbio e oggi sostiene di avere i documenti che proverebbero che i forni dell’inceneritore di Scarlino non sono a norma di legge. Le argomentazioni sono al centro anche di un’osservazione dettagliata inviata alla Regione il 12 dicembre 2017.
Gli atti mandati da Barocci agli uffici regionali, però, per adesso non sono stati presi in considerazione. Così il 30 marzo scorso anche i due consiglieri hanno interrogato la Regione.
In tutto questo scambio di documenti e posizioni contrastanti tra Regionale e comitati, partiti e Comuni, entra di diritto la procedura di Valutazione d’impatto ambientale tuttora in atto, che vedrà la Conferenza dei servizi riunirsi mercoledì.
Di recente Fattori in un’intervista tv ha auspicato che la Regione apra di nuovo una verifica sulle caratteristiche impiantistiche dell’inceneritore, con particolare attenzione ai forni.
Fattori e Sarti, come detto, hanno presentato un’interrogazione in commissione il 20 marzo scorso che però non aveva ottenuto risposta. Doveva quindi essere discussa di diritto nello scorso consiglio regionale, ma la discussione è saltata.
La risposta della Regione, da quanto si apprende, pare sia arrivata nei giorni scorsi in forma scritta. Ancora non se ne conoscono i dettagli, ma è la stessa assessora Fratoni, interpellata dal Tirreno, ad anticiparne i contenuti generali e a frenare l’entusiasmo dei consiglieri regionali.
«È in corso una procedura di Via che sta valutando due punti ben precisi stabiliti dall’ultima sentenza del Consiglio di Stato – spiega Fratoni al Tirreno –. Si tratta dell’ambito sanitario e del canale Solmine. Le osservazioni che arrivano in merito a questi due aspetti sono chiaramente prese in considerazione, ma la Conferenza non può trattare aspetti già valutati in passato». E le dimensioni dei forni potrebbero essere considerate uno di questi aspetti.
Insomma parlare oggi dei forni dell’impianto non rientra nei compiti della Conferenza dei servizi. Gli stessi Comuni di Follonica e Scarlino avevano fatto presenti le problematiche sulle emissioni nel 2015. «Nel 2015 nell’altra valutazione di avvio dell’impianto anche noi inviammo uno studio sui forni – spiega l’assessora all’Ambiente del Comune di Follonica, Mirjam Giorgieri – la Regione non lo prese in considerazione. Pure all’inizio di questo nuovo procedimento abbiamo chiesto di riaprire quel capitolo ma non è stato permesso. Tra l’altro lo avevamo proposto anche in virtù del fatto che dal 2015 ad oggi sono cambiate alcune norme. Purtroppo contrariamente a quanto speravamo la richiesta non è stata accettata». E se mercoledì si riunirà la Conferenza presto dovrebbe arrivare anche il responso finale sulla nuova autorizzazione: c’è chi è pronto a scommettere che intorno alla metà di agosto la popolazione scarlinese e follonichese dovrà fare nuovamente i conti con l’ok della Regione all’avvio dell’impianto.
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