Il dolore
Grosseto celebra Vecciarelli e 4º Stormo cittadini onorari
Il consiglio comunale ha concesso il riconoscimento al generale dell’Aeronautica e al reparto del Cavallino
GROSSETO. Cittadino grossetano per circa 20 anni e, da ieri, cittadino onorario. Il consiglio comunale ha conferito al generale Enzo Vecciarelli, capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, la cittadinanza onoraria di Grosseto e lo stesso riconoscimento è stato conferito anche al IV Stormo, attraverso il suo comandante, il colonnello Marco Lant.
Nelle motivazioni della cittadinanza onoraria allo Stormo, si legge che oltre a essere operante da anni a Grosseto «il reparto è chiamato a prodigarsi, attraverso attività continua di controllo e sorveglianza dello Spazio Aereo, per la Difesa del nostro Paese e per prevenire attacchi di tipo terroristico sul territorio ed è impegnato in missioni civili internazionali indirizzate a portare aiuto alle popolazioni bisognose di intervento». Per il generale Vecciarelli si è voluto sottolineare che la città «è fiera e orgogliosa di aver “coltivato” professionalmente uno degli uomini più rappresentativi dell’attuale panorama militare nazionale». Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha ricordato che «il generale Vecciarelli è così legato al nostro territorio da aver contribuito in maniera sensibile e determinante all’attivazione dei primi voli di linea internazionali».
Il riferimento è alla recente apertura dell’Aeronautica che ha autorizzato un numero di movimento superiore al passato – da 1.450 a 1.700 – e ha dato il via libera al volo di linea con Berna, un passo importante per una base militare dal forte valore strategico. «Grosseto – ha detto Vecciarelli – per la sua bellezza non può essere altro che una ricchezza per tutti, così come l’aeronautica. Laddove, come in questo caso, c’è un’infrastruttura capace anche di offrire delle situazioni operative a degli aeroplani di linea, penso che si debba esplorare questa convivenza, anche accettando, da parte nostra, qualche sacrificio, così come i cittadini di Grosseto accettano qualche sacrificio, come quello del rumore. Dobbiamo contribuire entrambi a soddisfare delle aspettative, che siano economiche, turistiche e comunque di conoscenza di questa bellissima parte dell’Italia e penso che intorno a un tavolo si possa identificare il limite superiore e inferiore dell’espansione dell’uno o dei limiti dell’altro».
Il programma Eurofighter è ormai a regime dunque, «mi piacerebbe – ha detto ancora il capo di Stato maggiore – poter interagire con Seam affinché vengano ben comprese le esigenze di una realtà che, come sapete, svolge un servizio molto peculiare e non può essere subordinata troppo a un’espansione che, invece, auspichiamo e che ritengo possa essere concordata». Parole chiare che seguono fatti concreti. Ma il legame del generale Vecciarelli è emerso ancor più chiaramente nel corso della cerimonia quando, nel suo intervento, con accanto la moglie Amelia, «siamo stati cittadini di Grosseto per circa 20 anni – ha detto – l’abbiamo dovuta lasciare per Roma Capitale, ci torniamo sempre con grande piacere e mia moglie – ha aggiunto commuovendosi – mi consentirà di ricordare che da queste parti, mi sembra a Gavorrano, le ho dichiarato l’amore, poi sono nati i miei due figli...» ed è seguito un lungo applauso. Il generale Vecciarelli è arrivato a Grosseto, al IV Stormo, a 24 anni, giovane ufficiale pilota, e a Grosseto ha trascorso buona parte della sua carriera fino a tornare, tra il 1999 e il 2002, come comandante del reparto. «Ho ricevuto dai miei anziani, dal gruppo – ha detto – qualcosa che non avrei mai sperato di avere nella vita, ovvero come si diventa uomo, come ci si rapporta con gli altri, come si possa continuare a servire il Paese nonostante tutte le nostre difficoltà, ed è quello che porto con me in questo incarico di capo di Stato Maggiore cercando di trasmetterlo alle generazioni più giovani, e devo dire che io nutro ancora molto, molto ottimismo per l’Italia. Se in questo che faccio ci sono un po’di radici grossetane ne sono fiero per me e ne sono fiero per tutti quanti voi».
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