Il dolore
Sei Toscana, la Maremma chiede spiegazioni
Dal Forum ambientalista agli amministratori, tanti interrogativi sulle dimissioni del presidente e preoccupazione per il servizio
GROSSETO. Le dimissioni di Roberto Paolini dalla carica di presidente di Sei Toscana agitano la Maremma e sollevano interrogativi e preoccupazione.
La decisione è stata presa martedì, giorno in cui il cda di Sei Toscana ha adottato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2017 che il 29 giugno sarà presentato ai soci e, da lì, all’assemblea dei 108 sindaci dei Comuni dell’Ato Toscana Sud.
Le ragioni delle dimissioni non sono state comunicate e anche questo contribuisce a sollevare interrogativi, in un momento in cui Sei Toscana – gestore unico dei rifiuti nelle province di Grosseto, Siena e Arezzo – è commissariata su richiesta dell’Anticorruzione dopo essere finita sotto inchiesta per la maxigara d’appalto da 3, 5 miliardi di euro del servizio nelle tre province
Forum Ambientalista. Le dimissioni di Paolini non sorprendono Roberto Barocci, portavoce del Forum Ambientalista, che le legge alla luce dei risultati dell’inchiesta parlamentare sui reati connessi al ciclo rifiuti. «Se è vero che la commissione parlamentare afferma che “l’Ato Sud Toscana di fatto non svolge alcun controllo sulla regolare esecuzione del contratto di appalto concluso con la Sei Toscana srl”; se ancora si sottolinea “la mancata definizione, da parte dell’Ato, di modalità e criteri di verifica del rispetto del contratto di servizio, anche ai fini della determinazione del corrispettivo definitivo”, com’è possibile – chiede Barocci – che si continui a scaricare sui cittadini un costo presunto, quando chi dovrebbe verificare tali costi, cioè i sindaci, hanno sbagliato a non prevedere nel contratto con il gestore le modalità di verifica di tali costi e quando questa omissione è oggi di pubblico dominio, quindi c’è piena consapevolezza da parte anche dei prefetti di quanto sta succedendo da anni a danno della collettività? ».
Barocci non è stupito «anche perché – dice – la incredibile realtà svelata alla commissione parlamentare dai commissari prefettizi, nominati su intervento di Cantone, è confermata anche dagli attuali rappresentanti dei sindaci» e chiede: «Se c’è consapevolezza di una violazione di norme e del buon senso comune, se i sindaci non hanno ritenuto doveroso rispondere alle notizie diffuse dalla commissione parlamentare, com’è possibile che si proceda come se nulla fosse? E i prefetti perché non intervengono per sanare queste omissioni? ».
Il sindaco di Capalbio. «Siamo al grottesco – dice Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio, da sempre in trincea contro il servizio di Sei Toscana –. Meno di una settimana fa viene convocata di urgenza un’assemblea provinciale dei sindaci per valutare alcune questioni del contratto di servizio Sto/Sei Toscana. Assemblea poi revocata a data da destinarsi il mattino stesso in cui si sarebbe dovuta tenere. L’assemblea Ato con una decina di punti all’odg convocata da tempo per lunedì 11 giugno rinviata venerdì 8 giugno ad altra data. Una lettera del cda di Sei datata 23 maggio con la quale si chiede un incontro ai sindaci per valutare l’efficienza del servizio sul territorio e il presidente che la firma si dimette. Richieste e delibere del consiglio comunale notificate al direttore e al presidente di Ato che non hanno avuto alcun riscontro. Il presidente di Ato ne capiva di rifiuti quando doveva farci la campagna elettorale; poi dopo anche lui ha visto bene di considerare la iattura per i cittadini in opportunità poi di altri consensi. La Regione Toscana aveva dichiarato attraverso i suoi massimi esponenti che la situazione di questo Ato avrebbe dovuto essere attentamente monitorata; aspettiamo ancora di conoscerne l’intendimento».
Il servizio, lamenta Bellumori, va sempre peggio nonostante l’impegno delle maestranze. «Io mi rifiuto – chiosa – pur consapevole che nulla è possibile fare da solo, di continuare ad accettare una logica fatta di scatole cinesi e questo teatrino ormai offensivo per tutti».
Comune di Grosseto. Anche l’assessora all’Ambiente del Comune di Grosseto, Simona Petrucci, critica fin da subito sulla qualità del servizio, chiede chiarimenti. «Vogliamo capire se le ragioni che hanno portato Paolini alle dimissioni siano solo personali o legate al bilancio. Ho parlato anche con l’assessore di Orbetello (Luca Minucci) ed è d’accordo con questa richiesta. Vogliamo capire quali ripercussioni ci saranno sulla qualità del servizio». Quanto a un’eventuale correlazione con i risultati della commissione parlamentare, Petrucci non pare convinta. «Sono due anni che segnaliamo le cose che non vanno; non credo che la commissione, adesso, possa fare più paura di quanto noi non abbiamo già lamentato. L’Ato e Sei devono ancora approvare il regolamento che sanziona la mancanza di espletamento del servizio». Per avere risposte Petrucci annuncia che l’Ato chiederà urgentemente una riunione con Sei Toscana.
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