La protesta
Castell’Azzarra ricorda i martiri di Niccioleta e aderisce all’anagrafe antifascista
CASTELL’AZZARA. L’amministrazione di Castell’Azzara in occasione della strage di Niccioleta che avvenne il 13 e il 14 giugno del 1944, col consiglio comunale del 14 giugno aderisce all’anagrafe...
CASTELL’AZZARA. L’amministrazione di Castell’Azzara in occasione della strage di Niccioleta che avvenne il 13 e il 14 giugno del 1944, col consiglio comunale del 14 giugno aderisce all’anagrafe virtuale antifascista. Lo annuncia il sindaco Fosco Fortunati: «Quella di Niccioleta fu una delle più feroci stragi di civili compiute dai nazifascisti lungo la linea della ritirata dell’esercito tedesco. Durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana il territorio grossetano era stato teatro di numerose uccisioni di civili, frutto delle sole forze fasciste, come nel caso dei martiri d’Istia, o della collaborazione tra forze fasciste e reparti germanici (Wehrmacht o SS) come nel caso di Niccioleta dove noi pagammo un contributo di sangue ingentissimo. Infatti il 13 giugno furono uccisi a Niccioleta un padre e due figli e due fratelli. Il giorno seguente, il 14 giugno, ne furono uccisi 77 a Castelnuovo Val di Cecina dove i minatori erano stati trasportati. I morti lasciarono 58 vedove e 118 orfani».
In memoria di questa strage feroce e inammissibile, dunque, il consiglio di Castell’Azzara aderisce all’Anagrafe antifascista che è una comunità virtuale di valori, aperta a tutti coloro che si riconoscono in una serie di principi enunciati sulla “Carta di Stazzema”. «Perché un’Anagrafe antifascista proprio oggi? – si chiede il sindaco Fortunati– perché sta succedendo qualcosa di davvero preoccupante. Paiono voler ritornare simboli, parole, atteggiamenti, gesti e ideologie che dovrebbero appartenere al passato. E come se non bastasse, sta serpeggiando insofferenza, rabbia, intolleranza, discriminazione, violenza verbale. Riteniamo che sia opportuno rinsaldare con questo gesto di adesione all’anagrafe antifascista i nostri valori fondanti, che purtroppo da forti e stabili che erano, oggi ci sembrano in serio pericolo. Sottoscrivere la Carta di Stazzema ed aderire all’Anagrafe significa ribadire il nostro impegno per la democrazia e il valore intangibile della nostra costituzione». L’adesione, dunque, all’anagrafe virtuale avviene nel giorno della strage di 74 anni fa: nel villaggio minerario di Niccioleta abitavano i lavoratori della miniera, molti provenienti da altri comuni della provincia di Grosseto, soprattutto Santa Fiora e Castell’Azzara. Nella notte tra il 12 e il 13 giugno un battaglione di SS italiane e tedesche circondò il villaggio, occupato giorni prima, per un lasso di tempo breve, dai partigiani. All’alba del 13 giugno furono catturate circa 150 persone. Sei minatori vennero immediatamente fucilati nella sala del Dopolavoro, 77 furono uccisi nel tardo pomeriggio del 14, a Castelnuovo Val di Cecina, dove erano stati trasportati. Molte vittime erano antifasciste e facevano parte del gruppo dei turni di guardia, che erano organizzati per difendere gli impianti minerari. La tragedia di Niccioleta si è trasformata presto in patrimonio della memoria collettiva. Oggi ci sono lapidi e luoghi del ricordo che parlano di loro. Ma ne parla anche la letteratura di impegno civile, come quella di Luciano Bianciardi, Carlo Cassola e Padre Ernesto Balducci. In occasione del consiglio comunale di Castell’Azzara, verrà donato a tutti i consiglieri il libro ricordo “La strage e gli innocenti” di Nadia Pagni, edito da Effigi. (f.b.)
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