Gioco
Xedo & C., la cultura hip hop abita qui
Si è fatto le ossa davanti all’ex Standa, ora insegna a B-boys e B-girls
GROSSETO. La Città visibile lascia spazio a ogni tipo di arte, e quest’anno anche alla Street Art. Il progetto “The hip hop diffusion” è iniziato a febbraio con un cantiere multidisciplinare per insegnare l’abc del writing, della break dance, del rap e del djing e avvicinare così i grossetani alla cultura hip hop. Si è trattato di una serie di dieci incontri molto partecipati, durante i quali i ragazzi hanno scoperto le quattro discipline che caratterizzano la cultura hip hop; il laboratorio si è concluso con una grande festa durante la Notte Visibile: i ragazzi che si sono esibiti in piazza San Francesco.
A guidare il laboratorio è stato il breakdancer Edoardo Bernardini, in arte Xedo, insieme a Marco Milaneschi (writer), Matteo Shrek Carnevali (dj) e Luca MadRock Madrucci (rapper). «La filosofia che guida la cultura hip hop – dice Bernardini – è: divertirsi insieme. L’hip hop nasce in strada e la massima espressione di questa cultura, fin da quando è nata nel Bronx degli Anni’70, è una festa in cui ognuno porta la sua arte, una jam session. È questo che abbiamo voluto far vivere ai ragazzi. Io, come molti altri, ho iniziato a ballare davanti all’ex Standa che, come tutti sanno, è la base per tutti i B-boys e le B-girls a Grosseto. Da lì ho capito che l’hip hop era la mia strada: ho cominciato con i contest, ho viaggiato, ho accumulato tecnica ed esperienza, ho partecipato a moltissime importanti manifestazioni anche all’estero e ho contribuito a organizzarne qualcuna. La Notte Visibile mi ha dato la possibilità di trasmettere la mia esperienza anche a quei ragazzi della mia città che non frequentano i miei corsi e ha dato risalto a una cultura spesso non valorizzata». Xedo ha partecipato a molti progetti internazionali tra cui Europe du hip hop in Francia e Hip Hop smash the wall in Palestina. Attualmente insegna alla scuola di danza Odissea 2001.
Quest’anno dieci laboratori artistici, tra febbraio e aprile, hanno inaugurato la 10ª edizione della Città Visibile. E alla guida di questi laboratori c’erano alcuni dei talenti più celebri del territorio. Il tema di questa edizione è il diritto alla città, inteso come partecipazione, come cultura attiva che possa permeare ogni spazio cittadino. Per questo Fondazione Grosseto Cultura ha scelto di dare vita a questi spazi: e favorire il coinvolgimento dei cittadini nella progettazione e nell’esecuzione delle iniziative culturali della Notte visibile della cultura.
Uno dei più partecipati è stato il laboratorio di lettura interpretativa – “Ad alta voce” – guidato dall’attrice Sara Donzelli e dal regista Giorgio Zorcù; i due artisti sono fondatori dell’Accademia Mutamenti, compagnia teatrale che produce spettacoli per adulti e per ragazzi, spesso incentrati sulla dialettica maschile-femminile e con un’attenzione particolare alla qualità del lavoro dell’attore; sotto la loro guida, i partecipanti al laboratorio hanno messo in scena una reading performance sul testo di Le città invisibili di Calvino.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
