Italia
«Un festival per far rinascere il Boschetto d’arte abbandonato»
Viola Lamioni (presidente della Fondazione Atlante) propone alcune idee per recuperare il parco «Coinvolgere giovani, imprese, banche e fondazioni. Solo così possiamo rendere vivo lo spazio»
GROSSETO. Creare un evento artistico annuale che riporti in vita il Boschetto degli artisti. È questo l’obiettivo di Viola Lamioni, giovane presidente della Fondazione Atlante che offre il suo contributo in termini di idee e progetti per salvare il parchetto abbandonato di Grosseto.
Lamioni si inserisce nel dibattito sollecitato dal quotidiano Il Tirreno, che in questi giorni ospita interventi di cittadini, personalità e associazioni del territorio su 4 spazi da recuperare emersi nel corso degli incontri di Piazze nuove: la ruota panoramica da installare in piazza San Francesco, l’affidamento del locale di proprietà della Provincia (sempre in piazza San Francesco) ai giovani che gravitano nella comunità hip hop grossetana, la realizzazione di un bar con uno spazio studio alla Cittadella dello studente e l’organizzazione di un evento a cadenza annuale al Boschetto degli Artisti che crei un “rito”.
Il Boschetto. Il Boschetto degli artisti sorge davanti al parco Giotto, tra viale della Repubblica e viale Einaudi. Qui la scultrice Irma Alonzo molti anni fa immaginò un’arte da vivere all’aperto e coinvolse artisti che realizzarono (ognuno) un’opera: erano Stefano Corti, Martin Emschermann, Paul Fuchs, Frédéric Guerin, Monica Mariniello, Manuela Riccardi e Toni Spizzirri. Crearono labirinti e pareti sonore, cavalli e scivoli, dolmen, nidi armonici e torri di legno. I lavori iniziarono nel 1996, in piena giunta Valentini. I bambini parteciparono al cantiere, concepito come spazio d’arte: un’arte da vivere, percorrere, toccare come spazio ludico e culturale insieme. Senza un progetto complessivo e organico che animasse questo piccolo polmone verde e creativo, tuttavia, il Boschetto non fece in tempo a nascere che cominciò subito a morire, preda dei vandali. Ancora oggi è saccheggiato e irriconoscibile. Come recuperarlo?
La proposta. «La nostra proposta - spiega Viola Lamioni - è quella di riproporre il format utilizzato per ottenere il finanziamento da parte dell’ente Cassa di Risparmio per il restauro delle Clarisse in merito alla donazione di Gianfranco Luzzetti». Lo scorso anno Atlante si attivò con l’Ente Cassa riuscendo a ottenere 450mila euro, cifra che ha permesso di attivare il progetto di sistemazione degli spazi museali che ospiteranno la collezione Luzzetti. L’obiettivo ora è lavorare bene per riuscire a ottenere finanziamenti anche con un prossimo bando per il Boschetto degli artisti.
«Il progetto dovrà essere portato avanti dalle istituzioni del territorio guidate dal Comune - prosegue Viola - L’elemento di novità rispetto alla collezione Luzzetti sarà il coinvolgimento delle banche del territorio. A queste ultime sarà chiesto di prendere parte all’iniziativa attraverso finanziamenti».
Per Lamioni, la rivalutazione del Boschetto degli artisti passa dall’organizzazione a cadenza annuale di un festival che coinvolga gli artisti del territorio in modo da rendere vivo lo spazio. «Sarebbe interessante - dice - coinvolgere anche le imprese: ognuna di queste (o rappresentanze di queste) potrebbe “sposare” un artista sostenendo percorsi di crescita attraverso borse di studio o esperienze professionali». Il carattere innovativo dell’iniziativa sarebbe evidente «non solo in termini progettuali ma anche metodologici grazie a un ponte, tra istituzioni, mondo della cultura, sistema del credito, fondazioni, imprese e giovani».
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