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Predatori, gabbie vuote Le immagini al setaccio

Predatori, gabbie vuote Le immagini al setaccio

MONTE ARGENTARIO. Gabbie chiuse, sono scaduti i 30 giorni. È terminato il periodo di tempo per cercare di catturare, attraverso le trappole posizionate in punti strategici nella macchia di Porto...

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MONTE ARGENTARIO. Gabbie chiuse, sono scaduti i 30 giorni. È terminato il periodo di tempo per cercare di catturare, attraverso le trappole posizionate in punti strategici nella macchia di Porto Ercole, i predatori che si erano affacciati alcuni mesi fa nella pineta della Feniglia e sul territorio portoercolese.

Le molte segnalazioni avvenute soprattutto nel mese di marzo - adesso, a dire la verità, notevolmente ridotte - avevano portato la necessità di effettuare azioni di monitoraggio e di intervento. Prima su tutte è arrivata l’ordinanza dell’ex sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli di evitare di dar da mangiare alle colonie feline nei centri abitati (fece scalpore il video in cui si vedeva un predatore con un presunto gatto tra le fauci sulla via principale di Porto Ercole).

Poi è seguita l’attivazione della proceduta per installare le gabbie sul territorio dopo il benestare dell’Ispra.

Dopo un primo periodo di circa 10 giorni le trappole erano poi state chiuse, a causa di alcuni problemi burocratici.

Dopodiché erano state riaperte per 30 ulteriori giorni, di concerto tra la Provincia, la Regione e il Comune. A occuparsi degli inneschi è stata l’associazione la Racchetta che, incaricata dall’ente comunale, ha provveduto con i suoi uomini a caricare e scaricare le gabbie con i pezzi di carne.

Gabbie aperte la mattina per cercare di catturare qualche predatore; chiuse di giorno per evitare incidenti con cani domestici e altri animali. Com’è proceduta la faccenda?

Ad oggi nulla, passato il periodo di tempo prestabilito, è stato catturato dalle tre gabbie. A breve la Provincia di Grosseto visualizzerà anche le riprese effettuate con le foto-trappole posizionate di fronte alle gabbie, per vedere se effettivamente qualcosa si sia mosso là intorno, oppure se i predatori non si siano neanche avvicinati.

Fatto sta che la carne posizionata nelle trappole dagli uomini della Racchetta non è stata mai toccata da nessun animale. Sarà la Regione Toscana a stabilire quale sarà il percorso da adottare in seguito, anche se comunque le segnalazioni, al momento, sembrano essersi drasticamente ridotte, almeno rispetto al passato. I numeri e le “testimonianze” sono crollati. Nei prossimi giorni, inoltre, anche i carabinieri Forestali potranno visionare le foto-trappole installate in Feniglia. Installate per rispondere alle preoccupazioni della comunità e chiuse dopo pochi giorni a causa di un pasticcio burocratico relativo alle autorizzazioni, a maggio le gabbie erano state riattivate per la cattura dei predatori a Monte Argentario.

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