Sicurezza
Pd nel guado, Ariganello concilia
Il segretario provinciale esorta a sostenere la nuova amministrazione sul Promontorio
MONTE ARGENTARIO. Pd, un nuovo congresso o si torna al passato. Dopo le dimissioni di Giuseppe Trombì dalla carica di segretario dell’unione comunale e di quella di Matteo Marinai dal circolo di Porto Santo Stefano, il Partito Democratico si trova – nuovamente – a dover riorganizzare il proprio direttivo. L’esito delle elezioni è stato decisivo: Trombì – candidato con Luigi Scotto – ha deciso di rimettere il suo mandato nelle mani della sezione provinciale; le sue dimissioni sono già state comunicate al segretario provinciale Gesuè Ariganello a cui Il Tirreno ha chiesto di fare il punto della situazione.
Quali saranno i prossimi passi per il Pd argentarino?
«Dopo la comunicazione delle dimissioni di Trombì e Marinai aspettiamo l’ufficialità tramite lettera. Vediamo cosa accadrà su Porto Ercole, immagino che potrebbe succedere più o meno la stessa cosa. A breve faremo un punto della situazione e sicuramente l’idea è quella di ripartire cercando di sostenere il progetto del sindaco Franco Borghini, perché dentro la sua lista c’è praticamente tutto il Partito Democratico che era in carica fino al congresso. Quindi mi sembra giusto procedere in questa direzione».
Sarà necessario un nuovo congresso?
«Vedremo dallo statuto se sarà necessario rifare il congresso, oppure trovare altri sistemi. Politicamente comunque credo che sia necessario azzerare, fare un punto e ripartire. Con la speranza che chi è entrato nella fase congressuale, compresi i segretari dimissionari, possano e rimanere e dare un contributo. Ogni volta non si può ripartire da capo. Chi ha avuto voglia di mettersi in gioco, si rimetta in gioco, questo è il messaggio che vorremmo mandare. Adesso con queste elezioni si è riaperta la gestione politica di Monte Argentario, ma vorrei che per una volta il Pd si dimostri maturo e che tutti stiano nel progetto a sostegno dell’amministrazione».
Rientrerà la precedente dirigenza?
«Mi auguro che i passati segretari, come ad esempio Guido Dubbiosi, possano rientrare, perché loro avevano deciso di mettersi in stand-by, non erano d’accordo con il nuovo direttivo e non hanno voluto partecipare a questo percorso. Mi auguro che, essendo chiusa la partita, chi ha sempre dimostrato di voler bene al partito, rientri per portare avanti quelle politiche su cui ha lavorato per anni. Ricominciare da capo non mi entusiasma».
Si aspettava questo epilogo?
«Me lo aspettavo perché a Monte Argentario hanno voluto prendere questa posizione su Scotto, mentre noi consigliavamo di rimanere neutrali. Un po’ mi aspettavo questo risvolto, ma penso che Trombì sia una persona che nel partito ci deve stare e deve dare un suo contributo».
Andrea Capitani
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