Il Tirreno

Grosseto

Caffè e salotto accogliente La Posta di Scansano conquista cuore e palato

Caffè e salotto accogliente La Posta di Scansano conquista cuore e palato

Pioggia di tagliandi per “Il mio bar” al locale gestito da Luca Pau Il segreto del successo? «Competenza, passione e cura del cliente»

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SCANSANO. Un «punto di riferimento». Un «luogo di socializzazione». Un posto che «spezza il monopolio del telefonino, dove ci si ritrova, si parla, ci si incontra, si sta insieme». È questa l’essenza del bar. Ed è questa la filosofia che regna al bar La Posta in piazza Garibaldi 8 a Scansano grazie a Luca Pau, che da un paio d’anni ha rilevato l’attività e l’ha trasformata in un accogliente salotto. Guadagnandosi la fiducia e l’affetto dei clienti e delle clienti. Che, a loro volta, l’hanno premiato.

È proprio La Posta di Scansano, infatti, il primo bar a guadagnarsi il primo posto nella classifica provvisoria del gioco dell’estate “Il mio bar” ideato da Lucio Lapalorcia e Mauro Tenerini, in collaborazione con Confcommercio e Confesercenti e il patrocinio del Comune di Grosseto, che Il Tirreno ha lanciato la scorsa settimana e che fino al 16 luglio dà la possibilità ai lettori di votare il loro bar e il loro bartender preferito e vincere, e far vincere, ricchi premi tra soggiorni in spa e forniture di merce.

Ben trenta tagliandi, tutti raccolti e compilati dai clienti e dalle clienti del signor Pau, sono arrivati in redazione per sostenere il loro bar preferito.

Il segreto di tanto successo? Lo racconta Pau. «Ho lavorato tanti anni a Torino – spiega – come degustatore di caffè al bar San Tommaso 10 della Lavazza, una vetrina internazionale. Poi allo snack bar delle Terme di Saturnia. Infine mi è capitata l’occasione di prendere in gestione La Posta a Scansano».

Forte della sua esperienza, Pau ha puntato sulla caffetteria dando un servizio di altissima qualità: cappuccini con decorazioni, caffè con miscele diverse, cura estetica del bar, intrattenimento musicale dal vivo. Insomma, non solo ristoro per il palato, ma anche per la mente e il cuore, in un connubio di buoni prodotti e offerta culturale. Tutti accorgimenti che, insieme all’apertura no stop sette giorni su sette – grazie alla preziosa collaboratrice Elena Petra e a un “rinforzo” in più d’estate – hanno conquistato la clientela.

«Pian piano – spiega Pau – la gente si affeziona. Spesso nei paesi i bar sono improntati solo sul bicchierozzo di vino e frequentati solo da una parte degli abitanti, per lo più uomini di una certa età. Alla Posta, invece, le signore hanno trovato un ambiente confortevole dove ritrovarsi e fare salotto». Proprio le signore hanno organizzato una raccolta di tagliandi per supportare il bar La Posta.

«Se vinco? Dedico mille euro a una festa in piazza aperta a tutti», promette Luca. Perché, dice, «riaccendere la socialità nei paesi è interesse non solo mio ma di tutti quelli che hanno un’attività. Si dà sempre colpa alla gente se gli affari non vanno, ma anche chi è dietro il banco deve metterci del suo, trasmettere voglia di fare, dedizione ed entusiasmo. Ne giova tutto il paese».

Francesca Ferri

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