Il dolore
Biglietti introvabili, ma la multano
La mamma: «Mia figlia in buona fede: perché l’autista non li aveva?»
GROSSETO. Tabaccheria chiusa e app che non carica la richiesta: come si fa a procurarsi un biglietto dell’autobus? Nessun problema: il biglietto si può fare anche a bordo, pagando qualcosa in più. O, meglio, si potrebbe.
Non è quello che una mamma, la signora Silvia Parri, racconta essere successo alla figlia, multata perché, suo malgrado, neanche a bordo dell’autobus ha avuto la possibilità di fare il biglietto.
«Sabato 9 giugno – scrive la signora Parri – mia figlia ha deciso di andare al mare prendendo l’autobus Tiemme delle 14,12 in zona Gorarella, per Marina di Grosseto. A quell’ora tabaccherie e altri esercizi aperti dove acquistare il biglietto non ce ne sono e perciò ha deciso di farlo a bordo. L’autista però, strano a dirsi, non aveva biglietti perciò lei ha tentato di farlo on line, ma senza fortuna: il messaggio (di cui abbiamo traccia) non è stato recapitato con successo».
La corsa costava 1,80 euro; se pagata a bordo, 3 euro.
La signora racconta che di lì a poco è salita una dipendente addetta ai controlli che, trovata la giovane senza biglietto, le ha fatto una multa di 63 euro. «A nulla è valso spiegare che l’autista era sprovvisto di biglietti né farle vedere il messaggio inviato a Tiemme per fare il biglietto on line».
Dal punto di vista della procedura, niente da eccepire: la ragazzina in effetti viaggiava senza biglietto. Ma l’interrogativo della mamma è un altro: «È giusto applicare una tal sanzione a una ragazza che l’ultimo giorno di scuola va al mare con gli amici, nonostante abbia dimostrato la sua buona fede? E poi perché l’autista non aveva i biglietti a bordo? Mi viene da pensare che questa sia una strategia per far cassa cioè per fare in modo che chi non ha avuto modo di fare il biglietto in precedenza, venga multato. Oltre tutto la società in questione offre a mio avviso un servizio scarsamente efficiente: autobus che a volte passano e a volte no, orari che non vengono incontro alle reali necessità dell’utenza, scortesia, sporcizia. Tutti motivi per i quali la gente preferisce spostarsi con mezzi propri anziché che con mezzi pubblici, contribuendo non poco al traffico e all’inquinamento dell’aria».
E poi, prosegue la signora, tanta severità viene applicata con tutti i passeggeri?
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