Il Tirreno

Grosseto

piazze nuove: io tifo per...

"Il quartier generale dell’hip hop all’ex Coenobium"

di Matteo Della Negra
"Il quartier generale dell’hip hop all’ex Coenobium"

Matteo Della Negra spiega perché, tra i quattro progetti finalisti, punta sull'affidamento ai giovani del fondo in piazza San Francesco

4 MINUTI DI LETTURA





"Credo che coltivare la cultura, in tutte le sue forme, sia determinante per il futuro della comunità grossetana e il suo territorio. Anche il centro storico di Grosseto, se vuole avere un futuro, non può non fare leva su pulsioni e iniziative culturali e artistiche, incoraggiando l’arte e l’artigianato. I negozi del centro, in modo particolare, non possono competere con i centri commerciali, semplicemente perché non possono offrire gli stessi servizi (pensiamo ai parcheggi). Servirebbe a poco replicare negozi e marchi che già si possono trovare nei due centri commerciali periferici. Pensare e progettare un futuro per il centro storico, insieme ai suoi negozi, significa offrire un motivo diverso a cittadini e turisti per frequentarlo.

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.16948507:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2018/06/10/news/quattro-progetti-per-la-citta-a-voi-la-parola-1.16948507]]

In quest’ottica è interessante la proposta avanzata da Xedo (Edoardo Bernardini), ballerino e insegnante di break dance, durante uno degli scorsi incontri relazionali di “Piazze N(u)ove”, promossi da Clarisse Arte in collaborazione col Tirreno. L’artista proponeva che si concedesse gratuitamente ai giovani, per corsi ed attività artistiche, il locale sfitto al civico 9 del Chiasso delle Monache, davanti a Piazza San Francesco.

Sì, proprio l’ex Coenobium, ex… Il Gatto e la Volpe, di proprietà della Provincia, chiuso nel 2011 e da allora rimasto invenduto e abbandonato all’incuria. Quel luogo potrebbe diventare un laboratorio artistico, il “quartier generale” dei giovani che praticano la cultura hip hop (break dance, rap, street art…) in cui potrebbero incontrarsi e confrontarsi, scambiando esperienze e idee, realizzando insieme dei progetti artistici, creando emozione e bellezza. Il fondo verrebbe così sottratto al degrado, accentrerebbe energie creative, renderebbe possibili obiettivi e responsabilità e potrebbe diventare una sorta di presidio in quella piazza San Francesco frequentata quotidianamente da decine di giovani e, ahimè, oggetto anche di qualche atto vandalico.

Ma come potrebbe fare un gruppo di giovani che volessero realizzare una tale iniziativa? Potrebbero ad esempio costituirsi in associazione stilando uno statuto a tale scopo. L’associazione potrebbe quindi redigere una Proposta di collaborazione con il Comune di Grosseto, ai sensi del Regolamento sulla collaborazione fra cittadini e Amministrazione Comunale di Grosseto per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani in cui potrebbe impegnarsi nella ordinaria conduzione del locale, senza scopo di lucro, per corsi d’arte e attività culturali, prevedendo la realizzazione di performance artistiche in occasione di eventi culturali organizzati in città. Il Comune, d’altro canto, dovrebbe provvedere al pagamento delle utenze. Per dare forza alla proposta di collaborazione, l’associazione di artisti potrebbe allegarla ad una Proposta di deliberazione di iniziativa popolare, ai sensi dell’art. 34 del Regolamento degli istituti di partecipazione popolare dei cittadini accompagnata da almeno 100 firme da apporre in Comune. I promotori, da regolamento, dovrebbero essere aiutati dai competenti uffici comunali nella corretta stesura tecnica e formale della proposta e avrebbero facoltà di illustrare la stessa all’organo competente (consiglio comunale o giunta) che dovrà votarla. Nella proposta di deliberazione si potrebbe impegnare il Comune affinché chieda la concessione gratuita del locale di piazza San Francesco alla Provincia, che ne è proprietaria, ai sensi del Regolamento per la concessione e uso degli immobili provinciali.

Non è forse dell’iniziativa dei cittadini, di bellezza e di buoni motivi per frequentarlo che il centro storico di Grosseto avrebbe bisogno? Un polo culturale come quello, oltretutto in una piazza già scelta dai giovani, su cui si affaccia il Polo Universitario, contribuirebbe a sviluppare attività decentrate rispetto a corso Carducci, incentivando la frequentazione, da parte di cittadini e turisti, dell’intero centro storico (non solo l’asse longitudinale rappresentato dal corso, ma anche trasversalmente, giovando di conseguenza alle attività presenti nelle vicine vie “secondarie”).

Diversamente, lasciare all’incuria quei locali inutilizzati non avrebbe senso, a meno che non vi sia l’intenzione, da parte delle istituzioni di utilizzarli a breve per qualcosa di diverso. In tal caso sarebbe opportuno destinarli ad attività che portino un valore aggiunto al centro storico. Sottrarli a potenzialità creative e di aggregazione giovanile per destinarli magari a uffici o altre attività che potrebbero comunque essere realizzate fuori dal centro, a mio modo di vedere, non costituirebbe la scelta migliore per il futuro del centro e, di conseguenza, dell’intera città di Grosseto".

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web