Il Tirreno

Grosseto

«Non c’è accordo con le assicurazioni»

«Non c’è accordo con le assicurazioni»

L’imprenditrice Sandra Pelosi in due giorni consecutivi in Tribunale: il secondo per le forniture

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Doppio appuntamento giudiziario in due giorni consecutivi per Sandra Pelosi. L’imprenditrice senese di origine e maremmana di adozione, che per protestare è giunta anche a cercare di togliersi la vita al Tribunale di Siena, ha sostenuto prima l’udienza che la vede opposta alle assicurazioni in merito al riconoscimento delle cause della sua gravissima malattia e poi quella sulle forniture per la sua azienda.

«Ho trovato un nuovo giudice, il dottor Marco Venditti, che si è riservato di far conoscere le sue decisioni – riassume Pelosi - Io posso solo dire che la proposta delle assicurazioni non è ricevibile: stiamo partendo da cifre irrisorie, quando invece la polizza è complessivamente molto alta. Io non so nemmeno se ci sarà bisogno di una nuova consulenza: aspetto il giudice. So soltanto che chiederò che l’incarico sia affidato a una persona competente e corretta, non voglio altro. E se sarà così, le mie ragioni non potranno che essere riconosciute». Pelosi è talmente convinta che la sua malattia sia dipendente dall’infortunio subito che è andata oltre: «Quando sarò morta, l’autopsia mi darà ragione. Ho già preso accordi con un medico di Milano, che effettuerà l’accertamento. L’ho detto anche al giudice. Anche se comunque io voglio avere ragione in vita». La chiusura di questa causa permetterebbe a Pelosi di coprire i costi del prestito che una banca le accorderebbe per evitare di perdere la casa di Siena, finita all’asta.

C’è poi la causa che la vede opposta al Consorzio Agrario in merito alla regolarità delle forniture: ieri l’udienza con un testimone. «Purtroppo la prossima ci sarà soltanto a febbraio 2019. Non posso far altro che aspettare». (p.s.)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze