Il Tirreno

Grosseto

Cane ucciso da bocconi avvelenati

di Giulia Sili
Cane ucciso da bocconi avvelenati

Gavorrano: si chiamava Lampo ed era un border collie di sette anni. Sul sito del Comune l’allarme per le esche: ecco dove

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GAVORRANO. Lo ha chiamato a lungo, per ore, ma il suo cane da pecore non è arrivato: Lampo, un border collie di sette anni, alla fine è stato trovato morto sotto ad una tettoia, a pochi metri da casa, nelle campagne di Casteani, frazione di Gavorrano. È quanto accaduto il 24 maggio ma il decesso della bestiola – apparso subito anomalo al suo padrone – emerge adesso, anche alla luce dell’allerta lanciata dal sito web del Comune che mette in guardia i cittadini dalla «presenza di esche avvelenate con metaldeide» «nella frazione di Casteani, località Podere Alberese», cioè dove Lampo è stato trovato morto: avvelenato.

Torniamo al 24 maggio. Gianni Alfonso, allevatore e proprietario di Lampo, appena visto il suo cane senza vita, capisce che qualcosa non torna. Si rivolge all’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana di Grosseto: «Dai risultati delle analisi da me richieste – dice mostrando al Tirreno la documentazione – emerge che si è trattato di un caso di avvelenamento da lumachicida». Lampo avrebbe mangiato bocconcini di cibo umido per cani ricoperti di polvere verdastra – metaldeide – un potente lumachicida. Si tratta di un prodotto chimico che spesso è stato utilizzato per compiere atti barbari di questo genere: e la somministrazione avviene attraverso polpette.

«All’ora di pranzo – Alfonso continua il suo racconto – sono rientrato a casa con mia moglie. Lampo e Rubia, la femmina, erano ad aspettarmi in fondo alle scale, come sempre. Alle 15 Rubia era ancora lì, ma lui era scomparso. Ho cominciato a chiamarlo, ma niente».

«Alle 17 di solito vado a riprendere il gregge al pascolo per la mungitura – continua – e ho quindi chiamato ancora Lampo. Alle 18.30 mio figlio lo ha trovato morto vicino alla tettoia dove parcheggio l’auto». Alfonso ha notato subito che la bocca del suo cane era piena di un liquido verde-azzurro schiumante – tipico del veleno – e vicino a lui ha trovato dei pezzetti di carne. Ha raccolto l’animale e lo ha portato all’Istituto di analisi di Grosseto.

Non solo. L’allevatore ha poi anche denunciato il fatto ai carabinieri forestali di Massa Marittima, che sicuramente indagheranno su quanto accaduto.

Oltre al dispiacere per la perdita di uno dei suoi migliori cani da pecore, Alfonso teme che la stessa sorte possa toccare agli altri suoi animali: «La mia preoccupazione – aggiunge – è che anche gli altri cani possano essere avvelenati, tant’è che li sto tenendo legati». Uno dei bocconcini di carne sarebbe stato trovato dall’allevatore lungo la rete della sua proprietà: «Ce ne sono altri – dettaglia – qualcuno li ha volontariamente buttati lì per ammazzare gli animali» dice mentre spera nell’intervento dei cani molecolari.

Intanto, sul sito web del Comune, a firma del sindaco, si legge a proposito delle esche avvelenate di Casteani: «Si invitano tutti coloro che fossero in possesso di informazioni a darne comunicazione alla Municipale o ai carabinieri per interrompere questa barbara pratica».

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