Proteste
Talamone, conferenza dei servizi
Tra un mese gli enti si confronteranno sul piano regolatore del porto
TALAMONE. È stata convocata per il 5 luglio la conferenza dei servizi per il piano regolatore portuale dell’approdo di Talamone.
Il consiglio comunale di lunedì è stata l’occasione per mostrare all’intero consiglio comunale le modifiche effettuate dai progettisti, lo studio Acquatecno di Roma, in virtù dei contributi e delle osservazioni arrivate dai soggetti interessati al nuovo piano portuale, dopo la sua presentazione fatta a luglio di un anno fa a Talamone.
Fra gli enti interessati solo uno, per il momento, non si è ancora espresso sul nuovo piano portuale, la Soprintendenza che dovrà farlo in sede di Conferenza dei servizi.
Il porto di Talamone avrà 852 posti barca. Una delle osservazioni che è stata recepita riguarda la diga. «La prima versione del piano regolatore prevedeva il banchinamento della diga ma in accoglimento di un’osservazione – spiega lo studio di progettazione – Abbiamo ritenuto di lasciare i pontili che sono nella zona ottimizzandoli e inserendo un servizio igienico». Cambia anche l’area cantieristica che è stata ampliata e raggiunge gli 8000 metri quadrati. Il distributore rimane nella piazza dov’è attualmente. L’alaggio e il varo sono stati spostati nell’area a nord. L’area cantieristica avrà poi un collegamento con una viabilità dedicata.
Il nuovo porto di Talamone ha lo scopo di rivalutare tutto il paese e non solo le attività del porto. «Il nostro scopo – dichiara Luca Teglia, presidente del consiglio comunale e cui viene affidato l’assessorato all’urbanistica – è quello di far sviluppare tutto il paese e le attività che insistono sul porto e nel borgo». Rimane del piano portuale un’area dedicata agli sport del mare e della vela come era stato richiesto vista anche l’importanza che Talamone riveste in questo senso.
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