Il Tirreno

Grosseto

Disavanzo da 90mila euro «Falusi vicino al fallimento»

di Giulia Sili
Disavanzo da 90mila euro «Falusi vicino al fallimento»

L’allarme lanciato dal Pci: anche il revisore chiede interventi per evitare il default Il cda non avrebbe coinvolto i Comuni, preoccupazione per la chiusura del bilancio 

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MASSA MARITTIMA. Ammonterebbe a poco più di 90 mila euro il disavanzo dell’Istituto Falusi per l’anno 2017, una cifra che pare abbia indotto anche il revisore dei conti a sollecitare iniziative concrete da parte del consiglio di amministrazione per evitare un default dell’azienda.

A rendere noti questi numeri è il Pci di Grosseto. Per la segreteria del partito il disavanzo non sarebbe però una ragione plausibile per giustificare l’atteggiamento dell’istituto rispetto alle richieste di atti e di informazioni di un’azienda pubblica come il Falusi.

«Il dilemma si risolverà quando le delibere, come previsto per legge, saranno pubblicate sul sito istituzionale – commenta il Pci – Solo allora, a cose fatte, si saprà come stanno le cose. Ma la vicenda si presta a molte altre considerazioni». Il partito spiega infatti che da maggio dello scorso anno sono state fatte da parte della segreteria proposte alternative e chiesti confronti. «Dal Falusi – dice il Pci – non è arriva nessuna risposta se non la totale indifferenza e l’esclusione verso ogni forma di apertura al dialogo da parte della politica e delle amministrazioni. Tutto questo non è stato negato solo al Pci – dicono – ma, in primo luogo, ai cittadini e ai rappresentanti istituzionali dei comuni interessati alle prestazioni erogate ed in particolare al comune di Massa Marittima che, tra l’altro, per bocca del primo cittadino, si era impegnato, con il consiglio di settembre, a convocare la commissione preposta per monitorare e condividere gli sviluppi di una situazione non molto chiara». Secondo il partito alle istituzioni si devono poi aggiungere i sindacati che avevano a suo tempo proclamato lo stato di agitazione, ancora oggi non revocato. «Tutto questo ha inquietanti risvolti politici e istituzionali – commenta il Pci – tutti a carico della maggiore forza di governo locale che risponde a quelle logiche di arroganza che le maggioranze dei comuni mettono in evidenza in molti settori, in perfetta sintonia con la linea dettata dal Partito Democratico ad ogni livello. Il Pci crede che prima o dopo dovranno essere portati i dati di un bilancio che a novembre sembrava chiudere in pareggio e che oggi invece, se le voci diventeranno realtà, chiuderà con un notevole passivo senza che nessuno sia stato coinvolto o informato ed escludendo soprattutto i comuni della zona e, nello specifico, il comune di Massa, per informare sulla situazione reale dell’istituto e consentire agli amministratori di svolgere in pieno quel ruolo di controllo e indirizzo che gli compete». Infine il partito teme il fallimento dell’istituto: «Soluzioni alternative ci sono – dicono – ma se prevarranno ancora arroganza e supponenza il fallimento cadrà per primo sulle spalle dei lavoratori».

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