Finanza
Calcinacci e rifiuti sulla spiaggia Interventi a breve
MONTE ARGENTARIO. «Calcinacci e rifiuti, non si può avere una spiaggia in queste condizioni». I bagnanti sono preoccupati per le condizioni della spiaggia del Siluripedio (in foto), situata a Porto...
MONTE ARGENTARIO. «Calcinacci e rifiuti, non si può avere una spiaggia in queste condizioni». I bagnanti sono preoccupati per le condizioni della spiaggia del Siluripedio (in foto), situata a Porto Santo Stefano e oggetto in questi giorni di lamentele sia dei residenti che dei turisti.
Per chi frequenta la spiaggetta la situazione è diventata insostenibile, a causa della presenza di calcinacci e rifiuti. Nei prossimi giorni tutto dovrebbe tornare alla normalità, visto che è scaduto il bando per la sistemazione e il ripascimento delle spiagge in vista della stagione estiva. Saranno sei le spiagge interessate dagli interventi, divise in due lotti diversi a seconda della ditta impiegata, anche per velocizzare il tutto visto che è già presente l’ordinanza di balneazione. Quattro di queste fanno parte del lotto I (Siluripedio, Moletto, Cantoniera e Pozzarello) e saranno messe a posto con materiale di cava a piccola granulometria dalla ditta Solari Giacomo. Il ripascimento di altre due spiagge (arenili della Marinella e della Bionda) avverrà, sempre con del materiale di cava a piccola granulometria, a opera della ditta Rosi Annibale. Il totale complessivo per la pulizia, livellamento e ripristino costerà al Comune circa 73mila euro. A occuparsi della pulizia tradizionale delle spiagge, sistemando i bidoncini presenti, sarà anche per quest’anno la cooperativa Santa Barbara. «Stiamo provando a vedere se si possono mettere fototrappole - annuncia l’assessore all’ambiente Walter Capitani - Noi combattiamo ma è dura, purtroppo la gente sporca e noi dobbiamo stare sempre più attenti. Non capisco come nel 2018 ci sia ancora chi sporca senza motivo, senza stare attenti all’ambiente. Nel caso del Siluripedio manderemo il Sei Toscana per i calcinacci, ma sono costi che ricadono sempre sui cittadini». (a.c.)
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