Toscana
Presa a pugni l’auto del relatore Tensione al dibattito sui gessi rossi
In sala i lavoratori della Venator difendono il sito: «Quei prodotti sono controllati continuamente» Gli ambientalisti del Comitato Bruna chiederanno un incontro ai tecnici della società dopo le elezioni
GAVORRANO. Sono state forti le tensioni che si sono sviluppate in occasione dell’incontro voluto dal Comitato Bruna per discutere dei gessi rossi.
Domenica pomeriggio – prima del confronto tra i cinque candidati a sindaco del Comune di Gavorrano – si sono alternati sul palco del cinema di Bagno il geologo Luciano Cipriani, docente dell’università di Firenze, e il geologo Lodovico Sola, in passato impiegato alla Montedison, i quali hanno parlato da vari punti di vista dei materiali di scarto prodotti dalla Venator e delle cave del territorio.
In apertura del pomeriggio è intervenuto Moreno Bellettini del comitato Insieme per Roccastrada che ha ribadito la contrarietà alle ipotesi di utilizzo dei gessi nelle cave della Vallina e della Bartolina. Nel corso dell’incontro hanno poi preso la parola i consiglieri regionali della Lega Marco Casucci e Paolo Marcheschi di Fratelli d’Italia. Durante gli interventi previsti per il pomeriggio sono però state forti le proteste sollevate dal pubblico tanto che il clima di tensione ha infine portato il Comitato Bruna a scegliere di interrompere la scaletta: il professore Roberto Barocci e la geologa Thalita Sodi non sono quindi intervenuti come era stato programmato. L’opposizione maggiore è arriva da un gruppo di lavoratori del polo industriale di Scarlino: in molti hanno contestato il fatto di non sentirsi rappresentanti da nessuno dei relatori mettendo in evidenza una mancanza di contraddittorio. Il professor Cipriani ha parlato della composizione delle cave della Vallina e della Bartolina: «il sito di Roccastrada, in passato preso in considerazione per un’eventuale stoccaggio di gessi rossi, è stato ritenuto inidoneo dalla stessa Tioxide per la vicinanza con una falda freatica – ha detto Cipriani – Lo stesso problema sussiste sia alla Bartolina che alla Vallina: vicino alla prima passa il fiume mentre la seconda è fratturata. Condizioni che portano a ritenere inidonee entrambe le cave di Gavorrano».
Dal pubblico sono poi intervenuti il consigliere d’opposizione del Comune di Scarlino Enrico Pastorelli e Francesco Baronti dell’ufficio Environment, Health and Safety di Venator: «Il nostro processo, dato che il prodotto è ad alto tasso tecnico, deve prevedere materie prime con specifiche standard costantemente monitorate. Questo vale per il minerale, gli additivi, l’acido, e di conseguenza vale anche per il gesso perché è la risulta di tutto il processo. Il gesso non può quindi cambiare nel tempo – ha detto Baronti – Non esiste il cumulo di gesso buono e il cumulo di gesso cattivo. Per quanto riguarda Montioni, invece, il sito è costantemente monitorato da anni e da questi report si evince che i risultati sono sempre gli stessi».
La tensione è diminuita quando i cinque candidati a sindaco hanno presentato le loro posizioni sull’argomento ma il clima ostile non ha comunque permesso un confronto sereno. Al termine del pomeriggio uno dei relatori invitati dal Comitato è poi stato aggredito verbalmente e la sua macchina è stata presa a pugni.
Ad un giorno dalla conclusione dell’incontro il Comitato Bruna commenta: «Non desideriamo la chiusura del Casone, a maggior ragione non vogliamo una “guerra tra poveri” operai-agricoltori. Ci auguriamo che quelli che ieri (domenica per chi legge, ndr) ci hanno impedito di parlare, o che hanno insultato e intimidito i nostri relatori, siano solo dei casi isolati. Saremo lieti, dopo le elezioni, di incontrare i tecnici di ieri, magari in privato, e senza riflettori. Le scelte territoriali, la salute, l’occupazione, non sono argomenti di cui debbano occuparsi i comitati: è compito della politica. Ma i comitati – concludono – nascono quando la politica è assente».
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