Sicurezza
Montenero ricorda Lorenzo e Vincenzo
Una targa dedicata a due uomini amatissimi scomparsi troppo presto: erano molto attivi nella vita civile della comunità
CASTEL DEL PIANO. Associazioni e istituzioni insieme per ricordare due uomini di Montenero d’Orcia troppo presto scomparsi, il cui nome è stato impresso su una targa apposta accanto alla nuova fontana in sasso peperino del parco storico di Montenero d’Orcia di recente restaurato.
Tutta la comunità di Montenero, frazione di Castel del Piano ha reso omaggio, sabato pomeriggio, a Lorenzo Cingottini, caposquadra dei vigili del fuoco di Arcidosso per 30 anni, scomparso nel settembre 2013 a soli 58 anni, per un malore, dovuto a una malattia con cui combatteva da tempo, che lo aveva colto mentre stava andando in motocicletta a Grosseto e Vincenzo Acciaroli di 57 anni, magazziniere alla cooperativa Colline Amiatine, portato via alla famiglia e alla comunità per un male incurabile nel dicembre del 2015. E con la comunità raccolta attorno ai familiari, i vessilli e le rappresentanze dell’Avis di Castel del Piano, di Castell’Azzara e di Montenero, di cui Vincenzo e Lorenzo facevano parte, del circolo tennis di Castel del Piano, del comandante provinciale dei vigili del fuoco. Era presente anche il direttore del consorzio in cui Vincenzo lavorava, nonché le istituzioni casteldelpianesi, col sindaco Claudio Franci e l’assessore Franco Giannetti.
Due uomini, Lorenzo e Vincenzo, accomunati dall’essere stati presenti in tante associazioni di volontariato e che a Montenero si erano distinti per la loro partecipazione e impegno costanti in ogni iniziativa del borgo.
Forti, determinati, sinceri e generosi come hanno ricordato, succedendosi sul palco, il presidente della pro Loco montenerina Paolo Rabazzi, l’ex parroco don Antonio Bartalucci e il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci, che senza poter trattenere una forte emozione ha rammentato che Vincenzo e Lorenzo erano suoi coetanei, brillanti rappresentanti della comunità anche in consiglio comunale e appartenenti a una generazione che si è distinta per il forte impegno civile.
«In questo parco – ha voluto ricordare Franci – diventato pubblico da privato che era, con la fontana e la targa che ricorda Lorenzo e Vincenzo, c’è adesso il segno tangibile di una comunità unita e coesa, una testimonianza che è un segno di appartenenza a una popolazione che è stata in grado di passare il testimone di questi valori di generazione in generazione».
Il presidente della pro loco Paolo Rabazzi, ricordando i due amici e presentando poi la targa che è stata apposta su un cippo a fianco della fonte che si trova subito dopo l’ingresso al parco, ha ricordato che l’opera in ferro è stata eseguita dall’artigiano Remo Fazzi, mentre il bozzetto della targa è opera dell’artista Grazia Savelli.
Prima di benedire la targa, don Antonio ha ricordato Lorenzo e Vincenzo rammentando il loro fare scherzoso e sorridente, la loro decisione e le passioni per il volontariato e infine il paese addolorato e impietrito per queste perdite. Poi la targa è stata scoperta dalla moglie di Vincenzo e dalla nipotina di Cingottini, davanti ai tanti familiari e amici e alla intera comunità che ha partecipato con commozione alla cerimonia.
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