Sicurezza
Via con i contratti Il Comune acquisisce la pineta dai privati
Principina, si sblocca un iter rimasto al palo da decenni Gli ex soci delle vecchie cooperative chiamati dal notaio
PRINCIPINA A MARE. Pare a una svolta la vicenda della pineta di Principina a mare e di quelle zone private destinate a verde pubblico che dovevano passare già da decenni al patrimonio comunale. Un iter rimasto al palo da circa 30 anni: in questo periodo l’ingranaggio si sta muovendo e il Comune sta acquisendo porzioni di pineta dai privati, le ex cooperative i cui procedimenti di cessione erano fermi dagli anni ’80-’90.
Il passaggio. «Abbiamo lavorato – dice l’assessore ai lavori pubblici e alle manutenzioni del Comune di Grosseto Riccardo Megale – all’acquisizione di alcune aree». Si tratta di 2 comparti di pineta, metà del numero 12 (tra via dello Squalo e dello Storione, 4300 metri quadrati, cooperativa Le verande) e il 16 (tra Squalo e Sogliola) per 7000 mq (cooperativa Conchiglia del Mare). Dal notaio sono stati chiamati a firmare gli ex soci delle vecchie cooperative. La cessione è in corso, «siamo abbastanza contenti. Il procedimento si muove». Si segnala uno spiraglio che dovrebbe portare alla futura manutenzione della pineta, molta della quale gravita nella terra di nessuno. C’è da dire che l’unica parte di pineta che dal privato era passata al patrimonio pubblico nel ’90 è rimasta finora nel degrado più assoluto (solo di recente si segnala un intervento di manutenzione su viale del Delfino, tra il distributore e il complesso La conchiglia, ma lo stato complessivo è terribile).
Decenni fa. La storia risale a decenni fa. Negli anni ’80 a Principina ogni comparto urbanistico con autorizzazione a costruire richiedeva un atto di impegno a cedere al Comune il 50% dell’area interessata all’intervento, in osservanza alle disposizioni del piano regolatore del 1976. A chi era (per esempio) proprietario di 1000 mq e aveva interesse a costruire, al momento di perfezionare la pratica urbanistica e ritirare il titolo edilizio il Comune imponeva l’impegno a cedergli il 50% della sua area (esempio, 500 mq) che sarebbe diventata verde pubblico: vialetti, panchine e aree di sosta. Queste aree dovevano essere trasferite al Comune non appena completate le opere di collaudo delle opere in funzione dell’interesse pubblico. Il Comune, ricevuto il collaudo e verificato che tutto era in regola, avrebbe dovuto richiedere l’atto notarile di trasferimento della proprietà dell’area per il 50%. Tutte le spese (collaudo, notaio) erano a carico dell’impresa. Dal 1982-3 il Comune era nella condizione di acquisire le aree, tant’è che con delibera 1336 del 12 giugno 1984 della giunta fu approvata la delibera per la cessione al Comune di alcuni comparti, 7 di proprietà della Habitat e 2 di altri privati. Habitat riuscì a cedere al Comune la sua parte nel 1990: i suoi 7 ettari di pineta sono dunque pubblici (gli unici). Da allora non si è più mosso niente, nonostante i tentativi dell’ex sindaco Bonifazi di coinvolgere i privati con migliaia di lettere. Tra qualcuno c’era resistenza; in generale anche gli uffici non si sono impegnati. Ora si attende che il Comune completi l’iter, prendendosi cura da qui in poi - al contrario di quello che non ha fatto finora coi 7 ettari pubblici - di una pineta diventata estremamente pericolosa. Intanto è in corso l’intervento sull’illuminazione.
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