Italia
Tombino e marciapiede pericolosi
Rosini (Pd Pace) a Megale: «Bene l’opera ma restano criticità»
GROSSETO. Il nuovo rondò tra via Abruzzo e via Emilia è concluso da tempo ed entrato “a regime”, ma come procede? Ci sono alcuni aspetti che lasciano perplessi. Li hanno segnalati alcuni cittadini al circolo Pace Pd di via Emilia - il segretario è Stefano Rosini - nel corso del consueto incontro del lunedì.
Le criticità riguardano per esempio un tombino rialzato e pericoloso (giungendo da via Abruzzi, a destra zone delle logge) e il cattivo stato di un’asfaltatura “a pezzi”, a mosaico, lasciata in alcuni punti degradata e sbriciolata.
Spiega Rosini, che ha raccolto le osservazioni dei cittadini: «Bene il rondò sul fronte della sicurezza: si trattava di un punto pericoloso, ma il Comune in questi casi controlla o i lavori sono finiti qui, in questo modo? Quando andiamo a rimettere a posto una zona noi pensiamo che si debbano rimettere a posto tutte le criticità intorno» e non, in buona sostanza, lasciare le cose a metà, facendo qualcosa sì e qualcos’altro no. Insomma: «il cantiere è chiuso o è in programma un nuovo intervento? Come segretario Pd - continua Rosini - chiedo all’assessore comunale ai lavori pubblici Riccardo Megale se il lavoro è terminato, se l’opera è compiuta o incompiuta. Se è compiuta vorrei che rispondesse se per lui è un “belvedere” e se resterà così. Se è incompiuta perché rimetterci mano poi? E quando? Come mai la zona intorno è stata lasciata in queste condizioni? I nostri amministratori, quando hanno redatto il bando, hanno previsto sulla carta che i lavori terminassero così senza prendere in considerazione il tombino e il marciapiede pericolosi e degradati?». Di nuovo si puntualizza: bene il rondò, ma si faccia anche il resto.
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