Sicurezza
Nuovi posti di lavoro per salvare i monumenti
Un corso gratuito promosso da Atlante attiverà contratti da “restauratori” Una boccata d’ossigeno per mosaici, stucchi e torri disseminati in Maremma
GROSSETO. Frequenti un corso gratuito e ottieni un posto di lavoro (anzi tre). Dove? Nel meraviglioso campo della bellezza, dell’arte e della storia.
In Maremma esiste un ricchissimo patrimonio bisognoso di cure (monumenti pubblici e privati, siti archeologici, chiese e altari, mosaici, sepolcri e crocifissi, antiche colonne e ceramiche) che potrà contare d’ora in poi su una preziosa chance: lezioni completamente gratuite che daranno accesso a un lavoro nobile. Chi le frequenta diventerà un “tecnico del restauro di beni culturali”. Il corso dura 3 anni da questo mese fino a giugno 2021. La sede è Grosseto. Alla fine saranno assicurati 3 contratti a tempo determinato in altrettante aziende (contratti “buoni”, minimo 6 mesi) e “trasformabili” in lavori a tempo indeterminato. Gli altri diplomati potranno trovare un’occupazione in musei e Soprintendenze. Una boccata d’ossigeno per il nostro patrimonio culturale bisognoso di cure e carente di fondi. Un segnale buono sul fronte dell’occupazione.
Il corso. Il progetto incrocia pubblico e privato. Promuove il tutto la cooperativa Atlante nella sede di via Oberdan. Il nuovo corso - presentato ieri dal presidente Giovanni Lamioni e dalla restauratrice Stefania Caloni - è sui generis perché (solitamente molto costoso) sarà a Grosseto gratuito grazie a fondi pubblici della Regione Toscana, ottenuti da Atlante grazie a un bando. Attiverà 10 qualifiche da tecnico esperto di restauro e 3 posti di lavoro, che in questo campo non sono pochi. Sono previste lezioni teoriche e pratiche con esperienza sul campo nei cantieri di restauro, dove si potrà respirare il mestiere. Cantieri pubblici (monumenti, chiese, antichi palazzi, crocifissi etc) e privati (dimore storiche) sparsi per la Toscana. Le lezioni saranno tenute da corpo docente qualificato sia di Atlante che della Soprintendenza. È un mondo prezioso, quello del restauratore, che spalanca lo sguardo su un territorio ricco di tesori, sempre in cerca di fondi e figure professionali esperte. Lo sa bene Stefania Caloni, restauratrice appassionata che lavora per Atlante da 22 anni e che dice di fare «il lavoro più bello del mondo».
I nostri tesori. I cantieri aperti in Toscana da Atlante a braccetto con la Soprintendenza nel campo dei beni tutelati (facciate di chiese e palazzi, altari, affreschi, pitture murali, arredi sacri) sono tanti. Sta rinascendo il patrimonio di ceramiche che fu scoperto nel vano ipogeo della Cattedrale di Grosseto 7 anni fa (focus nella scheda sopra). Un tesoro sconosciuto ai grossetani e di cui si auspica - una volta finito il restauro - un’esposizione adeguata. Non solo. «Sull’altare maggiore della chiesa Sant’Egidio di Montalcino stiamo lavorando – dice Caloni – a uno stucco policromo. All’interno del polo museale fiorentino stiamo restaurando i mosaici nel cortile. A Roccatederighi lavoriamo a una statua lignea di san Sebastiano, che ha un’importanza particolare perché vi abbiamo scoperto le iniziali A. R che riconducono ad Antonio Rossi, ebanista senese creatore dei portoni della nostra Cattedrale. A San Quirico d’Orcia seguiamo la direzione tecnica del restauro dei portoni di palazzo Chigi Zondadari». A Pereta si lavora fitto alla torre medievale più alta della Maremma (oltre 30 metri), a Cortona si collabora con una ditta edile per la ristrutturazione delle Case leopoldine, costruite all’epoca di Pietro Leopoldo per dare accoglienza ai braccianti. Altri lavori terminati sono quelli sulla statua di Canapone e dei reperti del Giardino archeologico di via Saffi. Insomma. «Un patrimonio culturale immenso – dicono Lamioni e Caloni – che hanno bisogno di operatori qualificati esperti». E ora grazie ai fondi pubblici le nuove leve sono in arrivo.
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