Il Tirreno

Grosseto

Nido comunale a rischio chiusura

di Giulia Sili
Nido comunale a rischio chiusura

Il Comune di Gavorrano deve ripetere il bando e la struttura di Bagno potrebbe non riaprire il prossimo settembre

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GAVORRANO. Dal 2015 la frazione di Bagno di Gavorrano ha un asilo nido, “Il paese dei Balocchi”, una struttura adiacente all’Auser in via Curiel 4, che ospita i bambini dai 18 ai 36 mesi. Una comodità che dal prossimo anno potrebbe però venire a mancare. Da settembre il servizio comunale potrebbe infatti non essere garantito.

I genitori dei bambini hanno appreso la notizia soltanto ultimamente e la cosa ha destato non poche polemiche dato che le iscrizioni in molti degli asili nido del territorio sono già chiuse e probabilmente non sarà semplice trovare una soluzione alternativa alla scuola di Bagno di Gavorrano.

I genitori, ignari della chiusura, aspettavano infatti l’uscita della documentazione necessaria all’iscrizione dei figli, cosa, questa, mai arrivata.

Sulla questione è intervenuta la vicesindaca Ester Tutini. «In risposta alle polemiche delle ultime ore relative alla minaccia della chiusura del nido comunale “Il paese dei balocchi” – commenta Tutini – riteniamo opportuno chiarire all’utenza, comprensibilmente preoccupata per le sorti di questo servizio, che l’amministrazione comunale di Gavorrano ha fortemente voluto la nascita del nido nel 2015, consapevole della necessità di questa importante struttura».

La vicesindaca riconosce che «il nido comunale in questi anni ha svolto non solo un importante servizio di aiuto nei confronti delle famiglie e delle madri lavoratrici ma anche garantito un’estensione delle opportunità formative per l’infanzia».

Quanto al servizio svolto dalla cooperativa sociale “Cuore Liburnia”, Tutini riconosce che la gestione è stata svolta «ottimamente in questi tre anni» con «educatori esperti e qualificati».

Perché dunque il nido chiude? «Oggi – spiega Tutini – è necessario ripetere il bando triennale per la gestione del nido comunale. Per fare ciò sono state individuate economie di bilancio da investire nel servizio». Con queste «unitamente ai fondi regionali pluriennali, si potrà affidare il servizio e dare continuità al percorso educativo dei nostri bambini».

In occasione della precisazione, Tutini sottolinea che «proprio grazie ai contributi regionali, il costo del servizio sarà interamente coperto, e il nido resterà aperto fino alla fine del mese di luglio senza gravare sulle famiglie che usufruiranno del servizio».

Quanto al disagio per le famiglie, «siamo dispiaciuti – continua la vicesindaca – per i problemi che purtroppo si sono generati dall’impossibilità di dare una risposta tempestiva alle famiglie, ma non accettiamo le polemiche gratuite atte a screditare l’operato di un sindaco e un assessore che in questi anni pur dovendo combattere con le difficoltà di bilancio, hanno governato nell’interesse dei cittadini, tutelando le fasce più deboli della nostra comunità e si sono adoperate per reperire risorse per rispondere alle necessità delle famiglie, dando risposte importanti quali l’istituzione del nido comunale».

Intanto almeno per la stagione estiva le attività sono garantite: è stato approvato l’avviso per il servizio estivo attività ludico-ricreativa 0-6 per bambini dai 12 mesi ai 6 anni.

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