Il Tirreno

Grosseto

Il crocifisso tornerà a Montenero

di Fiora Bonelli
Il crocifisso tornerà a Montenero

La Curia assicura: sarà restituito a metà settembre. Il paese preparerà una festa

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MONTENERO D’ORCIA. Il Crocifisso di Ambrogio Lorenzetti, conservato nella pieve di Santa Lucia di Montenero d’Orcia (frazione di Castel del Piano), tornerà nella sua chiesa a metà settembre.

Lo ha assicurato la Curia all’assessora Romelia Pitardi che si era rivolta alla Curia stessa dopo che gli abitanti di Montenero avevano temuto che il Crocifisso non sarebbe tornato più al suo posto, visto che la mostra di Siena dedicata a Lorenzetti e di cui l’opera montenerina faceva parte, si era chiusa l’8 di aprile scorso.

Il Crocifisso, come è noto, adesso si trova esposto a Massa Marittima in una mostra prticamente gemella di quella di Siena. «La Curia a cui mi sono subito rivolta – sottolinea Pitardi – mi ha spiegato che non appena la mostra di Massa Marittima chiuderà, il 16 settembre, il Crocifisso, che tra l’altro è stato restaurato dalla Soprintendenza, sarà subito restituito alla pieve di Montenero d’Orcia. La Curia dunque rassicura tutta la popolazione che la splendida opera del Lorenzetti, così valorizzata a Siena tanto da essere stata sistemata in una parete da sola, sarà di nuovo ricollocata fra qualche mese nella sua dimora».

Nell’occasione del ritorno, Pitardi annuncia pure che l’amministrazione comunale ha in animo di organizzare una giornata dedicata al Crocifisso restaurato e ricollocato a Santa Lucia.

«Ci fa comunque piacere – osserva l’assessora – che un’opera così pregevole sia stata conosciuta e ammirata da tantissime persone e la sua presenza a Montenero potrebbe essere anche un motivo di richiamo per gli appassionati di arte illustre. Faremo una festa per il suo ritorno».

Il dipinto di Montenero datato attorno al 1330, è, con quello della chiesa del Carmine di Siena, l’unica crocifissione realizzata da Ambrogio Lorenzetti. Fortemente danneggiata è stata, appunto, restaurata su iniziativa della Soprintendenza: è una croce a forma latina con entrambi i bracci dipinti nelle formelle che chiudono le parti finali.

Gesù è raffigurato secondo lo schema del Christus patiens, con le sembianze sofferenti e la testa reclinata. Le formelle dei bracci corti della croce raffigurano la Madonna e San Giovanni evangelista. Molto particolare l’immagine contenuta nella formella che chiude in alto il braccio lungo della Croce, un cigno con gli anatroccoli (alcuni sostengono invece sia un pellicano, simbolo frequente dello stesso Cristo) e un serpente. Il cigno simboleggia, nel suo percorso da anatroccolo a splendido animale, il mistero del cammino del Cristo che passa dalla sua condizione limitata di uomo alla compiutezza infinita di Dio per effetto della grazia divina.

L’opera di Lorenzetti è collocata a Montenero nella pieve di Santa Lucia, del 12º secolo, che fu dell’abbazia di San Salvatore e di quella di Sant’Antimo che si contendevano un territorio che fu, per molti secoli, snodo di percorsi importanti nel medioevo e oltre, fra cui la strada dogana battuta dalle greggi transumanti che scendevano dalle colline circostanti Montenero per guadare il fiume Orcia. La pieve si trova nel centro del borgo e il grande crocifisso del Lorenzetti è collocato a uno dei lati dell’altare maggiore. Info sulle opere del Lorenzetti in mostra: “Le vie di Ambrogio, itinerari fra arte, storia e paesaggio”, Effigi, 2017.

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