Il dolore
Un incontro in Regione per escludere pericoli
FOLLONICA. Follonica ha chiesto controlli sui gessi rossi e lo stesso ha fatto anche Scarlino che invoca ulteriori analisi. A dirlo è il sindaco Marcello Stella. «Il Comune di Scarlino ha richiesto...
FOLLONICA. Follonica ha chiesto controlli sui gessi rossi e lo stesso ha fatto anche Scarlino che invoca ulteriori analisi. A dirlo è il sindaco Marcello Stella. «Il Comune di Scarlino ha richiesto ufficialmente in data 18 maggio 2018 un incontro alla Regione Toscana - dice il primo cittadino - viste le forti preoccupazioni per la salute dei cittadini e per l’ambiente. Siamo in attesa di una risposta su tale questione. In precedenza nei primi giorni di maggio il Comune di Scarlino aveva richiesto alla Regione Toscana informazioni e valutazioni in merito ad un possibile rischio cancerogeno per il biossido di titanio sulla base di un articolo in lingua inglese riportato nel sito di Echa (European Chemicals Agency). Su questo argomento la Regione Toscana ha risposto, comunicandoci l’avvio delle verifiche sia sugli aspetti di natura sanitaria che ambientale, siamo in attesa di conoscere le risultanze».
I dati dell’Arpat sulla cava di Montioni, dove fino a poco tempo fa sono stati stoccati i gessi rossi, non convincono Roberto Barocci del Forum ambientalista. «Non sorprendono i dati pubblicati da Arpat sulla qualità delle acque prelevate a Montioni per diversi motivi e, d’altra parte, nessuno ha mai potuto affermare o ipotizzare che le condizioni idrauliche, idrogeologiche e geomorfologiche di Montioni sono le stesse della Bartolina o della Vallina - dice - Montioni è sulla cresta di una collina, senza che gli scavi eseguiti in passato abbiano mai intercettato una falda idrica, in un ambiente già segnalato per la presenza di alte concentrazioni di manganese». Quello che però ricorda Brocci, sono le differenze con la cava di Montioni. «Viceversa i siti indicati in Comune di Gavorrano sono dei catini artificiali, fortemente fratturati, dove gli scavi hanno intercettato falde idriche e il gesso rosso è un rifiuto speciale non riutilizzabile per legge con procedure semplificate- dice - La situazione va analizzata e valutata di volta in volta».
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