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«Non sapevo della pistola», Papa risponde al giudice

di Francesca Gori
«Non sapevo della pistola», Papa risponde al giudice

Il padre del killer si è dichiarato innocente durante l’interrogatorio

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FOLLONICA. «Mi proclamo innocente»: Antonio Papa, 56 anni, arrestato due giorni fa per concorso anomalo in omicidio, ha accolto così, ieri mattina nel carcere di Grosseto, il giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci. All’interrogatorio di garanzia, ieri mattina, c’erano il sostituto procuratore Maria Navarro e il difensore dell’uomo, Carlo Valle. Un colloquio durato mezz’ora, durante il quale l’uomo ha negato di aver avuto una parte nella sparatoria del 13 aprile scorso, in via Matteotti.

IL MISTERO DELLA PISTOLA. Papa ieri mattina non ha sciolto il nodo della pistola, la Tanfoglio calibro 9 impugnata dal figlio per sparare e uccidere Salvatore De Simone e per ferire in maniera gravissima Massimiliano De Simone e Paola Martinozzi. Secondo il giudice per le indagini preliminari del tribunale che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, sarebbe stato proprio il padre del trentenne a chiedere all’uomo di passare a prenderlo alla rosticceria Buono, dopo la lite scoppiata con Giuseppa Marcelli, la madre dei De Simone, per andare a prendere l’arma. «L’idea di prendere la pistola è stata di Antonio Papa – scrive il giudice nell’ordinanza di arresto – e per tale ragione lo stesso ha chiamato al telefono suo figlio chiedendogli di passare a prenderlo». Secondo il giudice questo dimostrerebbe che Raffaele non sarebbe stato in grado di trovare da solo la pistola che probabilmente era nascosta da qualche parte nella sede dell’agenzia di pompe funebri della famiglia, in via del Sugheraio. Un’ipotesi che è stata smontata da Papa durante l’interrogatorio. Della pistola, ha spiegato l’uomo al giudice, lui non aveva mai saputo nulla. Non sapeva quindi che suo figlio fosse tornato in via Matteotti con l’arma sotto la giacca.

Una ricostruzione, quella di Papa, che cozza con quanto scritto dal giudice e con le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza della rosticceria: Antonio si è girato verso l’albergo «come a invitare la Marcelli e i suoi due figli – si legge nell’ordinanza – ad avvicinarsi. La stessa telecamera ha ripreso Raffaele Papa armato di pistola, intento a sistemarla sotto la giacca».

LE LITI CONTINUE. Era l’acqua che cadeva dal balcone dell’albergo e che bagnava il tendone e i tavoli della rosticceria Da Buono la causa della lite scoppiata la mattina tra Antonio Papa e la nuora di Giuseppa Marcelli prima, e lei stessa più tardi. A confermare di nuovo che quello sia stato il motivo scatenante della tragedia che si è compiuta poche decine di minuti più tardi è stato lo stesso cinquantaseienne, che ieri mattina al giudice ha spiegato di nuovo la genesi dell’omicidio.

Antonio Papa è rimasto in carcere, a Grosseto, dove è stato portato dai carabinieri due giorni fa. Lo stesso giorno in cui suo figlio Raffaele, rinchiuso dal 13 aprile in una cella in via Saffi, è stato trasferito al carcere di Livorno.

IL RISVEGLIO DI MASSIMILIANO. La buona notizia è arrivata due giorni fa: mentre Antonio Papa veniva portato in carcere, Massimiliano De Simone, 46 anni, rimasto gravemente ferito insieme alla farmacista Paola Martinozzi, è stato risvegliato e ha pronunciato qualche parola ai suoi familiari, che non lo hanno lasciato un momento da solo. Massimiliano ha detto di ricordare ogni attimo di quello che è successo in viale Matteotti il giorno della sparatoria.

IL PD PER LA LEGALITÀ. A Follonica, il Pd ha organizzato per domani l’evento #Parliamodi legalità, un incontro in occasione del quale si parlerà di sicurezza e di lotta alla criminalità, partendo dal presupposto che la politica deve rispondere in maniera tempestiva a simili derive. L’incontro servirà proprio a sensibilizzare i cittadini e renderli consapevoli che combattere la criminalità si può e si deve.

A prendere parte all’appuntamento saranno Giuseppe Antoci, responsabile nazionale del Dipartimento legalità del Partito Democratico, Cosimo Ferri, deputato e sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia e il sindaco di Follonica, Andrea Benini. Ad introdurre l’incontro sarà, invece, Cinzia Tacconi, segretaria dell’Unione comunale del Pd di Follonica. Parteciperanno, infine, nel ruolo di coordinatori, Gesuè Domenico Ariganello, segretario del Pd provinciale e Diego Tosi, coordinatore della segreteria provinciale e responsabile provinciale sicurezza e legalità.

L’appuntamento è per domani alle 10 a Follonica al Casello idraulico (Via Roma, 43) e la partecipazione è aperta a tutti.

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