Proteste
Camera ardente per Andrea Lunedì l’ultimo viaggio
La salma del trentenne morto dopo l’incidente sul lavoro alla Fam sarà cremata La bara è arrivata ieri all’obitorio di Grosseto: non ci sarà cerimonia funebre
GROSSETO. Il via vai di amici e conoscenti è continuo, all’obitorio dell’ospedale misericordia dove ieri pomeriggio è stata trasferita la salma di Andrea Serrotti, il trentenne ucciso dall’esplosione di una camera d’espansione alla Fam, venerdì scorso. Il ragazzo era al lavoro e stava utilizzando una macchina ad aria compressa per testare la tenuta quando qualcosa non è andato come avrebbe dovuto. Andrea è stato portato in condizioni disperate alle Scotte di Siena dove ha lottato come un leone per quattro giorni. Era in coma irreversibile ma tutti hanno continuato a fare il tifo per quel ragazzo sorridente che si sarebbe dovuto sposare il prossimo 8 settembre.
All’obitorio dell’ospedale di Grosseto, la bara con il corpo del trentenne è arrivata chiusa e così resterà fino a lunedì quando sarà accompagnata con il carro funebre al crematorio di Livorno. Andrea avrebbe voluto così: non ci sarà alcun rito funebre ma solo l’abbraccio della sua famiglia, dei suoi fratelli, di suo padre e della sua compagna, della fidanzata che amava più di ogni altra cosa e che avrebbe portato all’altare tra pochi mesi.
Sul corpo del trentenne, all’obitorio delle Scotte di Siena, è stata effettuata l’autopsia dal medico legale Matteo Benvenuti, incaricato dalla Procura: l’amministratore della Fam, assistito dall’avvocato Roberto Baccheschi, è indagato per omicidio colposo con violazione della normativa antinfortunistica. Il trentenne venerdì era al lavoro alla Fam, come ogni mattina. In quell’azienda che per il ragazzo era quasi una seconda famiglia. Quando è successo l’incidente Serrotti è stato immediatamente soccorso da due dipendenti dell’azienda che erano lì accanto a lui e che hanno sentito il boato, dando subito l’allarme e chiamando il 118. Andrea è stato caricato su Pegaso in condizioni gravissime: arrivato alle Scotte di Siena con un trauma cranico e facciale, è stato sottoposto a un delicatissimo intervento chirurgico che non gli ha però salvato la vita.
Il ragazzo è stato poi ricoverato in coma irreversibile nel reparto di Rianimazione: tutti quelli che lo conoscevano e che avevano incrociato il suo sorriso hanno sperato per giorni che succedesse qualcosa di bello. Che il ragazzo aprisse gli occhi e che la sua vita potesse finalmente tornare a scorrere come era stato fino a quel momento, senza dover piangere un trentenne morto mentre stava lavorando.
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