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Sulla sicurezza urbana i cittadini diranno la loro

di Sara Landi
Sulla sicurezza urbana i cittadini diranno la loro

GROSSETO. La sicurezza urbana reale e percepita è al centro di una ricerca universitaria, la prima di questo genere in Italia, grazie alla collaborazione tra il dipartimento di Scienze mediche,...

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GROSSETO. La sicurezza urbana reale e percepita è al centro di una ricerca universitaria, la prima di questo genere in Italia, grazie alla collaborazione tra il dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e neuroscienze dell’Università di Siena, la Fondazione Polo universitario grossetano e il Comune di Grosseto.

Il progetto “Urban Safety Profile”, di durata triennale, è stato presentato ieri pomeriggio nella Sala delle Colonne della sede grossetana dell’ateneo senese in via Ginori, alla presenza dei curatori del progetto di ricerca, la professoressa Anna Coluccia e il professor Fabio Ferretti, del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, dell’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti, della presidente del Polo universitario Gabriella Papponi Morelli e del comandante della Municipale Felice Carullo.

Il progetto partirà con una raccolta dei dati di scenario per avere un quadro esauriente della realtà cittadina per poi dare voce ai grossetani che saranno intervistati a campione quartiere per quartiere sul tema della sicurezza reale e percepita.

In questa fase entreranno in gioco i vigili volontari che, opportunamente formati dai ricercatori senesi, faranno da intervistatori nelle strade e nelle piazze. Seguiranno poi le fasi di progettazione di politiche della sicurezza e di valutazione della loro efficacia.

Anna Coluccia è la criminologa che ha teorizzato il concetto di “sicurezza sostenibile” e ha illustrato il valore di questa ricerca. «Abbiamo un modello teorico – dice Coluccia – e l’opportunità di poterlo applicare sulla realtà di Grosseto. Il concetto di sicurezza che vogliamo indagare ha a che fare con la qualità della vita e con un rinascimento di tipo culturale in cui ogni singolo cittadino deve essere attore della sicurezza. La sicurezza è un fenomeno complesso, tanto che nel nostro team lavorano anche comunicatori, psicologi e filosofi, e non si può imporre con ricette per così dire “machiste”. Grazie a questa ricerca avremo la possibilità di elaborare semplici linee guida per il Comune e misurare se sono efficaci perché l’errore che si fa spesso nelle amministrazioni è fare degli interventi per una o due stagioni senza poi andare a vedere le effettive ricadute».

Comune di Grosseto, Municipale e Polo universitario, sulla base di un protocollo d’intesa già siglato, avranno il compito di fornire il supporto operativo ai ricercatori, a partire dall’accesso alle statistiche e ai dati necessari per gli studiosi. Non è escluso inoltre che dopo i vigili volontari anche gli studenti universitari grossetani vengano coinvolti nei successivi step della ricerca.

«Sono circa quattro anni che abbiamo iniziato a lavorare con Coluccia e Ferretti per portare in città questo importante progetto – dice Papponi Morelli – Finalmente nel sindaco e nella sua giunta abbiamo trovato gli interlocutori giusti per farlo partire e questo è motivo di grande gioia».

«La sicurezza è al centro del nostro mandato – sottolinea Vivarelli Colonna – e sapere di essere sotto la lente di ingrandimento per una ricerca su questo argomento è un valore aggiunto rispetto alla nostra azione di governo».

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