Il Tirreno

Grosseto

Incidente mortale alla Fam Oggi la data dei funerali

di Francesca Gori
Incidente mortale alla Fam Oggi la data dei funerali

Il magistrato ha dato il nullaosta dopo l’autopsia sulla salma di Andrea Serrotti Il dolore degli amici del trentenne: «Era il sorriso in persona, ci mancherà»   

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GROSSETO. Andrea era il sorriso fatto persona nonostante la vita con lui non fosse stata generosa. Era stata cattiva, gli aveva portato via qualche anno fa la persona più importante per un ragazzo, per un maschio: la mamma. Ma la tragedia che aveva dovuto superare non aveva spento il suo sorriso. Andrea Serrotti è morto martedì, all’ora di pranzo, nel reparto di Rianimazione delle Scotte di Siena dove era stato portato in condizioni disperate venerdì mattina. Era stato colpito dal coperchio di un vaso di espansione che era esploso, provocandogli un trauma cranico e facciale gravissimo. Ricoverato a Siena, le sue condizioni non sono mai migliorate: Andrea era in coma irreversibile ma nonostante che suo padre e la sua compagna, che lo aveva cresciuto come un figlio, avessero chiara la situazione, hanno sperato fino all’ultimo che i medici avessero sbagliato diagnosi. Che Andrea si svegliasse e che piano piano sarebbe tornato a casa, al lavoro, tra i suoi amici. Che finalmente avrebbe potuto coronare il suo sogno d’amore sposando Chiara, la fidanzata che avrebbe portato all’altare l’8 settembre. Andrea non ce l’ha fatta: ieri mattina all’obitorio delle Scotte di Siena si è svolta l’autopsia sul corpo del trentenne. La Procura aveva incaricato il dottore Matteo Benevenuti, mentre i consulenti della Fam erano i medici legali Roberto Martini e Silvia Bencini. Il magistrato, ieri mattina dopo l’autopsia, ha firmato il nullaosta e ha restituito la salma del ragazzo alla famiglia che ha deciso di cremarlo. Oggi verranno fissati i funerali del trentenne.

Andrea, venerdì scorso, era al lavoro alla Fam, l’azienda di installazione piscine in via Aurelia Antica, al Casalone. Stava utilizzando un macchinario con l’aria compressa per testare un vaso di espansione quando il coperchio è saltato via colpendolo dritto in faccia. Nell’azienda, gli operai che erano al lavoro hanno sentito un boato e hanno visto Andrea per terra. Le sue condizioni erano gravissime e il ragazzo è stato portato con Pegaso a Siena, dove è morto dopo quattro giorni di agonia. L’amministratore dell’azienda è stato indagato per omicidio colposo. Assistito dall’avvocato Roberto Baccheschi, è rimasto al capezzale del suo dipendente per ore, sperando che i suoi occhi si aprissero e che il sorriso del ragazzo potesse finalmente risplendere, anche in quella sala di Rianimazione dove era stato ricoverato. Dove ha lottato, nonostante che i medici non gli avessero dato alcuna speranza.



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