Proteste
Il viaggio di due studentesse in un “confine difficile”
FOLLONICA. Le storie e le dolorose memorie del confine più difficile del Novecento italiano, a lungo rimaste patrimonio quasi esclusivo della gente locale, sono arrivate nei libri di scuola e grazie...
FOLLONICA. Le storie e le dolorose memorie del confine più difficile del Novecento italiano, a lungo rimaste patrimonio quasi esclusivo della gente locale, sono arrivate nei libri di scuola e grazie ad un progetto nato in collaborazione tra Regione, rete degli istituti storici toscani della Resistenza e dell’età contemporanea e l’ufficio scolastico regionale, alcuni studenti delle scuole superiori hanno potuto fare un viaggio nei luoghi di memoria dell’area Giuliana e Istriana.
Da Follonica due studentesse del liceo hanno partecipato al progetto e ieri, in sede di consiglio comunale, il primo cittadino Andrea Benini ha consegnato nelle loro mani un riconoscimento. All’incontro erano presenti la dirigente Anna Rita Borelli e la professoressa di religione Graziella Poli, la docente che interessandosi al progetto ha permesso alle ragazze follonichesi di partire.
Ilaria Pagano ed Elisabetta Testi tra il 12 e il 16 febbraio scorso sono andate a Trieste e nei vicini luoghi della memoria: «Si è trattato di un viaggio nella giornata del ricordo sul confine dell’alto Adriatico. Una zona d’ombra – dice la professoressa Poli – una vicenda sepolta e quasi locale ma che è una storia universale». Le studentesse in consiglio hanno parlato dell’ambivalenza dei confini: «Da questo viaggio abbiamo portato a casa la consapevolezza che le zone di confine sono spesso caratterizzate da scontri ma questi luoghi possono anche essere terreno di incontri. Ringraziamo la Regione per la bellissima opportunità che ci è stata data, siamo onorate di essere portatrici di questa storia». «Quello del confine è un tema attualissimo – dice Benini – oggi si parla molto della creazione di confini ma questi devono essere porosi per consentire gli scambi». (g.s.)
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