Sicurezza
Gessi rossi, il Comune chiede nuove analisi
Il sindaco di Follonica si rivolge alla Regione: secondo l’Arpat la composizione è conforme a quella autorizzata
FOLLONICA. Risultati delle analisi discordanti e forte preoccupazione per la salute dei cittadini ma anche dubbi e interrogativi sospesi: la questione “gessi rossi” approda in consiglio comunale a Follonica grazie a due domande di attualità, sostanzialmente identiche, presentate da Ettore Chirici e dai consiglieri M5s Gabriele Cecchini e Tiziano Gianfaldoni. I consiglieri si sono concentrati sull’idoneità del materiale di scarto prodotto dalla Venator, ex Tioxide. Materiale da anni impiegato per il ripristino della ex cava di Montioni.
«La relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sui reati connessi al ciclo dei rifiuti in Toscana descrive i gessi rossi in modo diverso rispetto a come sono stati descritti negli ultimi venti anni. Soprattutto mettendo in relazione la composizione del gesso stesso – ha risposto il sindaco Andrea Benini – nella relazione si parla di presenza di metalli pesanti, finora, al contrario, sapevamo di quantità insignificanti e questo era stato misurato anche da un laboratorio pubblico che aveva dichiarato la non rischiosità dei materiali. Le conclusioni dell’inchiesta sono però di segno totalmente diverso rispetto ai documenti che avevamo – continua Benini – Lì il gesso viene definito pericoloso e quindi da conferire in discarica. Questo significa rivedere tutto in modo radicale. Per questo motivo ho cercato con insistenza la Regione Toscana. Ho chiesto urgentemente un incontro e ho chiesto inoltre la disponibilità per convocare una commissione consiliare con la presenza della Regione Toscana e dell’Arpat».
Benini ha avuto contatti anche con Arpat: «Le parti dell’inchiesta che ci riguardano sono preoccupanti e non vanno sottovalutate. Ho chiesto risposte a Regione e Arpat per capire se gli elementi che sono stati dati avessero fondamento e dimostrabilità. Inoltre è stata fatta un’interrogazione consiliare da Leonardo Marras all’assessora Federica Fratoni per avere contezza del problema ovvero sulla composizione del gesso rispetto alla presenza di cromo 6». Di questi giorni è poi la relazione pubblicata da Arpat sulle acque superficiali e su quelle sotterranee nella zona di Montioni: «Nelle conclusioni – dice Benini – si sostiene che la qualità dei gessi rossi è stata verificata con un campione prelevato nello stabilimento e i risultati delle analisi sono risultati conformi all’atto autorizzativo della Regione. Detto questo – specifica Benini – non vogliamo sottovalutare né sminuire il lavoro della Commissione Parlamentare e il prossimo passo sarà la riunione che vedrà coinvolti tutti gli attori». Il primo cittadino ha concluso: «Aspettiamo la risposta ufficiale della Regione Toscana perché il tema della composizione dei gessi deve essere risolto quanto prima per avere un punto della situazione dal quale partire con certezza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
