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Grosseto

Gessi rossi: «Serve un nuovo accordo»

Gessi rossi: «Serve un nuovo accordo»

Il candidato a sindaco di Gavorrano Progressista propone un tavolo a cui invitare anche Castiglione

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GAVORRANO. Il candidato sindaco Andrea Biondi torna sull’argomento “gessi rossi” a pochi giorni dall’incontro che si terrà a Bagno di Gaovrrano tra i vari candidati proprio per discutere del materiale di scarto industriale proveniente dalla produzione del biossido di titanio, del quale lo stabilimento Venator (ex Tioxide) di Scarlino è l’unico produttore in Italia.

«Ci proponiamo come futuri amministratori del Comune di Gavorrano – dice Biondi – ed in quanto tali vogliamo raccogliere la sfida del governo del territorio, guidandone lo sviluppo sostenibile, sia dal punto di vista economico, sia ambientale, sia sociale».

Per Biondi è necessario affrontare questo tema in ambito sovracomunale, e per questo motivo chiede la riapertura di un tavolo territoriale per un nuovo accordo volontario che coinvolga Regione Toscana, Provincia di Grosseto, Comuni dell’area interessata con l’aggiunta di Castiglione della Pescaia, Arpat, Asl, l’azienda Venator e sindacati di categoria, «Perchè – dice – ogni eventuale richiesta di stoccaggio in una cava dismessa del territorio sia accompagnata obbligatoriamente dalla Via, la valutazione di impatto ambientale, capace di fare chiarezza sui rischi relativi».

Per Biondi le conclusioni riportate nella relazione della Commissione d’inchiesta parlamentare destano preoccupazioni lecite, ed è quindi indispensabile che le istituzioni affrontino tale tematica.

«È necessario – dice Biondi – un nuovo accordo volontario per coinvolgere anche il comune di Castiglione della Pescaia: serve per fare chiarezza del rischio ambientale del composto dei gessi rossi; ed è infine fondamentale per legare ogni possibile soluzione per lo stoccaggio dei gessi rossi, esaurita la ex cava di Montioni, alla chiusura del ciclo industriale di produzione del biossido di titanio; bisogna investire nel suo impiego in altro ambito, punto già previsto nel primo accordo del 2004, ma senza sanzioni vincolanti per l’azienda Venator, adesso necessarie». E conclude: «Il gioco del no allo stoccaggio dei gessi rossi, utile in fase elettorale per rastrellare consensi cavalcando i legittimi timori dei cittadini, è a nostro avviso una posizione che pecca fortemente di responsabilità».

(g.s.)

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