Il Tirreno

Grosseto

progetto flag costa d’argento 

Sei bandi per pesca e acquacoltura

Sei bandi per pesca e acquacoltura

Un anticipo di 136mila euro mette in movimento la procedura

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Flag Costa d’Argento, arriva l’anticipo per far partire il progetto. Ad emetterlo è la società Artea, che gestisce i fondi europei per i progetti di pesca e acquacoltura destinati dalla Regione ai gruppi di azione locale, in questo caso costituito dai Comuni di Monte Argentario, Isola del Giglio, Capalbio e Orbetello.

Si tratta di una prima somma di 136 mila euro che serviranno, come primo passo, per l’avvio della gestione e dei bandi per mettere in pratica le attività prefissate dal Flag. Dopo un anno esatto dalla sua costituzione, dunque, il meccanismo si mette in modo e, dal mese di giugno, saranno operative le prime gare. «L’Unione Europea ha introdotto questo sistema delle politiche di integrazione locale delle risorse - spiega Andrea Ponticelli, direttore tecnico del Flag - , dunque vengono selezionate delle zone di pesca e acquacoltura dove è presente una fortissima tradizione. In Costa d’Argento il 5 per cento della popolazione attiva lavora in questo settore. I bandi potranno disporre, una volta assegnati, di risorse pubbliche di circa 620 mila euro (su un totale di 1 milione e 700 euro anche per i bandi successivi), che saranno rivolti all’acquacoltura, alla pesca e alla lavorazione e trasformazione del prodotto. Per quanto riguarda la pesca si favoriscono attività innovative e differenziate da quelle tradizionali. Tutto questo con un’integrazione delle attività turistiche, perché queste attività aumentano il richiamo del territorio per chi viene da fuori».

I sei bandi, che saranno emessi entro il mese di giugno, sono redatti dal Flag Costa d’Argento e tre di questi hanno già avuto l’approvazione della Regione. Saranno pubblicati direttamente sul sito internet del Comune e sul bollettino regionale dell’Altea. «Il primo bando - puntualizza Ponticelli - riguarda la ricerca applicata nel settore dell’acquacoltura (gli impianti tra Ansedonia e Orbetello rappresentano il 15% del totale nazionale), realizzando un centro consortile comune per la riproduzione delle specie ittiche che, al momento, è assente. Altro bando riguarda la promozione del territorio dal punto di vista della pesca e dell’acquacoltura, attraverso importanti eventi fieristici a livello nazionale e internazionale, con un occhio sempre all’incremento turistico. Un terzo bando riguarda la realizzazione di un portale che consenta la promozione delle attività sul territorio, quindi più a respiro locale, con l’organizzazione anche di eventi a tema. Poi ci sarà la realizzazione del potenziamento della ristorazione a chilometro zero, oltre all’aumento della pesca-turismo con interventi di ospitalità e trasporto. Spazio anche alla lavorazione del prodotto ittico a livello familiare, e ad un bando sulla pesca sportiva in mare, destagionalizzando questo tipo di turismo anche in periodi nei quali le attività dei pescatori sono abbastanza deficitarie».

Andrea Capitani

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web