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Marras porta la questione gessi rossi in Regione

Marras porta la questione gessi rossi in Regione

Interrogazione del capogruppo Pd. M5S chiede invece a Benini di sospendere l’uso della Cava di Montioni

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FOLLONICA. Sulla questione dei gessi rossi, il materiale di scarto ottenuto dalla produzione del biossido di titanio all’interno degli stabilimenti della Venator, si discute anche in Consiglio Regionale. A presentare un’interrogazione è stato il capogruppo del Pd in Regione Leonardo Marras: «Le conclusioni riportate nella relazione della Commissione d’inchiesta, rese note nelle ultime settimane, destano preoccupazioni lecite ed è indispensabile che la Regione Toscana intervenga facendo chiarezza sulla effettiva composizione chimica dei gessi così da verificare e quantificare, anche sulla base dei dati già raccolti, la presenza di eventuali materiali dannosi per la salute e per l’ambiente». Fino a oggi il materiale è stato utilizzato come sottoprodotto in campo agronomico e per attività di ripristino e recupero ambientale. «Ho sempre seguito da vicino la vicenda legata all’utilizzo di questo particolare scarto della lavorazione – prosegue Marras – e credo che mai come adesso sia necessario ricostruire un quadro chiaro che permetta di individuare la soluzione migliore, sostenibile dal punto di vista ambientale ma anche economico e occupazionale, per la gestione dei gessi rossi. Nell’interrogazione ho chiesto alla giunta anche se sia a conoscenza dell’utilizzo della marmellotta, residuo della lavorazione del marmo, per inertizzare i fanghi e se sì in che quantità annualmente. Ho chiesto, infine, quali azioni si intenda intraprendere qualora dalle verifiche emergesse che i gessi non possano più essere utilizzati per recupero ambientale o come sottoprodotto in agricoltura, per mantenere il più possibile elevato il riutilizzo dei materiali ed evitare il conferimento in discarica».

Ma i gessi sono anche l’argomento di una domanda di attualità presentata dal M5s follonichese al Sindaco Benini. M5s vuole infatti sapere se il primo cittadino intenderà procedere alla sospensione del conferimento dei gessi rossi nella cava di Montioni. «È stato affermato chiaramente nella relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta in Toscana sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati redatta e approvata nella seduta del 28 febbraio 2018. Per decenni gli enti preposti al controllo e al monitoraggio ambientale hanno considerato il gesso rosso come uno scarto del processo produttivo del biossido di titanio quindi considerato come materia prima secondaria, non un rifiuto. A seguito dei prelievi di campioni di gessi rossi eseguiti dai Noe è stato accertato che gli stessi, contenendo concentrazioni superiori al limite consentito di metalli pesanti tra i quali cobalto cromo e vanadio, sono inidonei sia per il ripristino ambientale della cava sia per l’utilizzo in agricoltura. La relazione conferma che trattandosi non più di scarto di lavorazione ma rifiuto avrebbe dovuto avere come destinazione la discarica» conclude M5s.

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