Il Tirreno

Grosseto

Centro storico: «Il Pop-up Lab non basta»

Centro storico: «Il Pop-up Lab non basta»

Tour di Stefano Rosini (Pd) tra le serrande abbassate: «Servono altri incentivi alle riaperture»

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GROSSETO. Sono tante le serrande abbassate nel centro storico di Grosseto: «A morire – dice Stefano Rosini, segretario del Circolo Pace del Pd “Contro il degrado” – è il concetto di centro città, nel suo valore commerciale, economico e sociale». «Pensiamo davvero – si chiede il segretario del Circolo Pd – che sia possibile incentivare il commercio nel centro solo con gli 86mila euro utili per il progetto Pop-up Lab? Esso potrebbe far rivivere lo storico Chalet, le attività come il Soho o il Rosso e Vino/Ex in piazza della piazza della Palma chiuse e lasciate al degrado? Anche per il Fuori Porta, così combinato, la cura giusta è il Pop Art? ».

Nel progetto si parla di far rivivere i fondi sfitti del centro storico, prevedendo la possibilità di insediarsi gratuitamente, per tre mesi, all’interno dei fondi messi a disposizione dal proprietario grazie a precisi accordi con il Comune. «Ma per riaprire queste attività – osserva Rosini – servono soldi per le attrezzature e dopo tre mesi l’impresa dovrà proseguire con le proprie finanze e se il rapporto con i proprietari non dovesse andare a buon fine, si richiuderà di nuovo. Ecco non ci sembra che Chalet, Soho, Fuoriporta e EX siano attività idonee per un temporary shop», formula tanto in voga soprattutto per il settpre abbigliamento.

Ecco le proposte del Circolo Pd: «Primo, inseriamo nel bilancio comunale contributi a fondo perduto sull’affitto»; «Secondo, per le botteghe artistiche, per gli esercizi agroalimentari e per le attività familiari anche l’esonero dal pagamento di Tari e Tosap per almenotre anni»; «Terzo, per i temporary shop dovrà essere riconosciuto esclusivamente un contributo “una tantum”»; «Quarto, ulteriori sconti, sulle tasse comunali, dovrebbero andare anche nel caso in cui si dimostri attenzione nei confronti della tutela dell’ambiente». «Questa, inizialmente – dettaglia Rosini – sembra una proposta tangibile, da affiancare al Pop Lab, su cui ripartire per un completo rilancio commerciale del nostro centro».

Rosini lancia un monito: «Non aspettiamo perché quando le saracinesche si saranno abbassate non ci sarà più nulla da fare. Insieme ai negozi, alle loro peculiarità, ai commercianti che per tanto tempo hanno cercato di tenerlo vivo. Consiglio a tutti i grossetani di fare una passeggiata per le vie del centro poi contate, ad una ad una, le saracinesche chiuse: saranno in proporzione troppe rispetto a quelle rimaste aperte. Ascoltate il silenzio che regna incontrastato iniziamo a riflettere se questo è davvero il Centro Storico che vogliamo».



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